Madame Bovary

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Un paesino di campagna, delle letture popolari, dei sogni giovanili e fanciulleschi scaturiti da quest’ultime e infine una donna, una ragazza nell’animo: Emma Rouault. Dall’altro lato un medico di campagna approssimativo e dozzinale, poco abile, disattento: un officier de santé, un uomo senza specializzazione che risponde al nome di Carlo Bovary. Queste due realtà, così diverse e così separate da un grande fossato ai bordi delle mura invalicabili che dividono il sogno della ricchezza dalla pacchianità di un dottore, saranno destinate ad incontrarsi: la trascendenza si scontrerà con la più bassa delle realtà, inadatta ad una ragazza abituata a sognare grandi palcoscenici. La storia di Emma inizia con questi presupposti e facilmente si lascia intendere come l’idilliaca storia d’amore tra Emma e Carlo Bovary sfocerà in qualcosa di poco piacevole, che potrà macchiare la donna per la vita: l’adulterio. In Carlo Emma vede la possibilità della fuga, di potersi adagiare come aveva sempre sognato e creare il suo piccolo regno di beltà e perniciosità, ma ben presto arriverà a disprezzare suo marito, soprattutto dinanzi ai fallimenti chirurgici che dovrà subire Carlo. Questi, poco attento sul lavoro tanto quanto nella sua vita, resta quasi incantato da Emma, come stregato da quei sentimenti di fuga dalla normalità, e decide di affidarle i propri averi e tutte le possibilità del mondo per gestire la sua vita: durante i viaggi di suo marito, Emma si costruisce da sè la fine - ma nascondendola abilmente al marito. A Yonville, tra feste di signorotti, farmacisti materialisti e benestanti d’alta classe, Emma riuscirà comunque a ritrovare la pace dei suoi sentimenti in Leon Dupuis, giovane studente di giurisprudenza tanto simile a Emma quanto i loro appartamenti si trovino lontani. Potrà così, Madame Bovary, rivalutare la sua vita ma ben presto anche il desiderio di un figlio la atterrerà come non mai...

Madame Bovary è il primo libro di Gustave Flaubert, romanziere francese al quale è lecito attribuire molti indiscussi meriti sul romanzare: il bovarismo, tanto per cominciare, offre gli spunti validi per intuire la realtà di Emma ma anche la realtà degli scrittori dell’epoca, se non attuali. La critica di Flaubert è profonda e attenta e soprattutto, cosa a dir poco piacevole, velata: i libri ai quali si appende il sogno di Emma sono stucchevoli, degni delle peggiori critiche del momento nel loro tentativo di creare una realtà distorta del mondo. I colleghi del romanziere francese, secondo lui, hanno rovinato la borghesia femminile dell’epoca irreparabilmente. Inoltre il realismo di Madame Bovary mette in risalto le grandi capacità del romanziere, che mai riuscirà ad eguagliare il suo primo successo: la sua critica alla borghesia, ancora, curata in ogni dettaglio e particolarizzata in ogni singolo granello di forfora delle parrucche ottocentesche, è l’emblema del realismo che farà grande l’idea naturalista di Zola e verista di Verga nei tempi a venire. Infine, concludendo, Flaubert si fa bersaglio di numerose critiche del suo tempo, dalla presunta esaltazione dell’adulterio di Emma (in realtà si astiene dal giudicarlo) fino allo scandalo del mettere in pubblica piazza reali avvenimenti storici, appunto delle storie vere: nonostante tutto ciò, il Nostro ne esce incolume e apprezzato da tutti i posteri per la veridicità della critica e la capacità di compiere un dipinto degno del miglior pittore verista; invisibile e onnipotente, racconta la tragica vita di Emma in un romanzo che piacerà a chi ha voglia di vedere il nero della vita e anche agli inguaribili sognatori che faranno tesoro della vita di Emma; difficile non farselo piacere a patto che lo stile di Flaubert, descrittivo e spesso anche morbosamente capillare, non possa sembrare assillante e lento. Madame Bovary, però, ad oggi resta sicuramente uno dei romanzi per eccellenza della letteratura europea, checché ne possano dire i pescatori di Aci Trezza.



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