Magnificat marsigliese

Magnificat marsigliese
Natalia abita davanti al mare, e tesse una tela di certezze aggrappata ad angoli che immagina smussi, tondi, in una vita incatenata a rassicuranti abitudini: combatte le nevrosi e cataloga il mondo con questionari che propone alle donne che incontra, all’umanità che osserva e sfiora e tocca senza lasciarsi intrappolare. Ama scrivere, ma non può farlo tutti i giorni: deve avere lo stato d’animo giusto, spinta dall’urgenza che è come un morso. Dell’istinto, del bisogno. Della fame, forse. Perché le nevrosi di Natalia sono la corona scintillante e malefica dell’anoressia. Marsiglia è la città del sogno, ospita ansie e attese in quasi tutto il racconto: lì Natalia si abbandona all’osservazione. Gente, strade, ore lunghe sempre nel medesimo caffé. Con il taccuino e il registratore, come un agente segreto con il quale vorrebbe identificarsi: ossessiva, piena, vorace. E non c’è solo Marsiglia: c’è la passione divorante e prepotente per Louis Brauquier, il poeta navigatore marsigliese che riempie la sua fantasia febbricitante. Allison abita a Las Cruces Nuovo Mexico: i genitori l’hanno abbandonata e il fratello, unico amore che ha diviso con lei l’orfanotrofio, è spesso assente per un lavoro che lo porta lontano. La compagnia sporadica e sgradita è l’assistente sociale Alicia, incapace di comprenderla e che Alison definisce “un serpente”. Il mondo di Allison è vuoto, triste, aggrappato a ricordi sordidi di violenza, ma la presenza del fratello è un faro luminoso per sopportare il vuoto delle giornate solitarie. Un momento di passione con l’amico Dallas Mendoza sembra strappare Allison per un istante dal baratro, ma la paura di un’intimità che non può esistere al di fuori del rapporto speciale e appagante con il fratello la fa scappare. E misteriosamente sparire. La protagonista del terzo racconto è una donna che affronta la paura del Grande Male, l’epilessia che ha colpito il suo compagno. E’ incubo e condivisione: entrambi attraversano insieme, anche se da punti di vista differenti, il dramma della scoperta e della consapevolezza e del desiderio di capire. Di sapere per affrontare senza terrore le crisi. Improvvise e totalizzanti.
Tre racconti compiuti e densi di dramma, solitudine e malattia, nei quali lo spiraglio di luce, la speranza, il sorriso non spariscono nonostante tutto: è l’amore, spesso incomprensibile e assoluto, astratto come solo un sentimento profondo sa essere, a riscattare il vuoto e la disperazione e il nonsenso di vivere. L’anima femminile, in questo libro che apre la collana “Declinato al Femminile” di Edizioni Creativa, risalta con luci e colori vividi e indimenticabili in un sottofondo di quotidiana emarginazione, di sofferente constatazione della grande fatica di capire la vita.

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