Mai sentita così bene

Mai sentita così bene

Una Parigi di metà settembre dal cielo triste e plumbeo fa da cornice all'incontro tra due vecchie amiche, in piena crisi d'astinenza... è da più di un mese infatti che si sono perse di vista e ora hanno una gran urgenza di riaggiornarsi su tutto: vita, morte, miracoli, ma sopratutto uomini. E' la Monica la prima a entrare in scena, col suo carico di aneddoti arretrati - il cui clou è certamente la storia del tradimento del suo uomo con un irlandese dal fisico scultoreo che faceva presagire ore di sesso sfrenato. Ma sopratutto la donna è lì col preciso incarico di trascinare l'amica a casa della Ale, altra loro compagna d'avventura, per una cena-rimpatriata in onore del ritorno a Parigi di Lucia, la storica amica dal passato tutta timidezza, occhialetti e tailleur che, secondo i primi gossip interni, in una botta di vita pare abbia mollato tutto per scappare a Berlino con un massiccio teutonico stile Mad Max. A casa di Ale le tre, in attesa dell'arrivo delle altre, cominciano quindi a preparare la cena, anticipandosi le rispettive novità. La Monica riprende la narrazione della storia con l'irlandese conosciuto ad una festa e inseguito per tutta notte in un crescendo di aspettative sessuali miseramente naufragate all'alba però, dinnanzi alle deludenti défaillances del fusto straniero e le altre due - incredule - ascoltano. Al terzetto presto si aggiunge Valeria, un'amica della Ale, e altre due loro vecchie conoscenze: la Nadia – rotondetta trentenne impelagata col classico fustone tutto muscoli e niente cervello - e la Bettty, hostess Alitalia tutta pappa e ciccia ora con la nuova arrivata. Così, tra fiumi di vino, grappa e birra, piatti di melanzane e peperoni arrosto e cannoni di purissima maria, le sei cominciano a intrecciare i loro resoconti, sempre in attesa dell'arrivo di Lucia, vero attesissimo magic moment di quel consesso amicale...
Breve ma intenso manuale d'istruzione per sole donne - o per donne sole - questo esilarante romanzo targato Rossana Campo. Un vaudeville in salsa parigina che agli inizi degli anni novanta divenne un vero e proprio cult fra le trentenni donzelle dell'epoca. Specchio ironico e dissacrante di donne spesso riuscitissime nella loro carriera lavorativa ma incapaci quasi sempre di far quadrare i conti sentimentali. Donne finalmente emancipate e libere, capaci di ribaltare arcaici assiomi e canoni maschilisti - tipo: gli uomini che collezionano donne sono playboy, le donne che fanno incetta di maschietti sono tutte puttane - di inanellare giovanotti e storie come spiedini di maiale anche solo per meri prurigini sessuali, senza soggezioni o sensi di colpa. Insomma un gentil sesso capace finalmente di prendere l'uomo per il manico, ma alla resa dei conti incapace di ricevere, al di là di qualche brandello di carne rubato qua e là, un po' d'amore vero e comprensione cerebrale. Il tutto condito da un cameratismo, da una complicità caciarona e solidale, a torto anche questa considerata esclusivo appannaggio del genere maschile. Un libro per sole donne, dunque, ma che i maschietti, per scoprire cosa davvero le donne dicono e pensano di loro, farebbero bene, magari di nascosto, ad andare di tanto in tanto a sbirciare.

 

 

 

 
 
 
 
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