Mai violenza!

Mai violenza!
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Nel 1978 Astrid Lindgren viene insignita del Friedenspreis des Deutschen Buchhandels, il prestigioso premio internazionale per la Pace degli editori tedeschi. Con un ringraziamento accorato, la scrittrice svedese tiene il suo discorso, iniziando a parlare di pace, cioè di qualcosa che “…non esiste sulla Terra e in realtà non è mai esistita se non come un obiettivo che evidentemente non riusciamo a conseguire”. La pace e il disarmo sono i grandi temi del momento, ma mentre i summit si avvicendano, nessun Paese è disposto a rinunciare agli armamenti, alla violenza. Da dove cominciare quindi per prendere le distanze da questa? Per iniziare a cambiare ed essere diversi? Per un mondo senza distruzione e guerre? La Lindgren risponde: “Io penso che si debba partire dal basso, dai bambini”. Perché saranno loro che assumeranno la guida dei Paesi del mondo un giorno, dovranno decidere della guerra o della pace, della società che vorranno, caratterizzata dalla violenza oppure dalla pace e dalla fratellanza. I bambini saranno gli adulti del futuro e la loro personalità, il loro carattere sarà conseguenza dell’educazione ricevuta durante la crescita, che, in primis, deriva dai genitori…

Astrid Anna Emilia Ericsson in Lindgren nasce il 14 novembre del 1907 a Vimmerby, una cittadina della Svezia meridionale tra Stoccolma e Göteborg, e cresce in una fattoria, vivendo a contatto con la natura e gli animali, tanto da essere soprannominata “Bee”, dal nome del suo cavallo preferito alla fattoria. Seconda di quattro figli, la sua infanzia è felice e spensierata, senza troppi agi e il clima familiare è molto sereno. La fama di scrittrice per ragazzi inizia nel 1945, quasi per caso, con la pubblicazione di una raccolta di racconti, Pippi Långstrump (Pippi Calzelunghe), che diviene in breve tempo un successo mondiale. Altra raccolta fortunata, scritta quasi vent’anni dopo, è Emil i Lönneberga (Emil), che narra le avventure di un bambino che vive in un villaggio contadino svedese agli inizi del XX secolo. Oltre a Pippi Calzelunghe ed Emil, sono numerosi i personaggi nati dalla penna della Lindgren, che nel corso del tempo è diventata la scrittrice svedese per bambini più letta al mondo. La sua infanzia felice, spensierata e circondata da affetti, è stata la principale fonte d’ispirazione per i suoi libri, come ha raccontato lei stessa. Nel breve discorso racchiuso in questa edizione (di poche decine di pagine), che la Lindgren tiene alla cerimonia del ’78, viene nettamente evidenziata l’opposizione alla guerra, ma anche ad ogni tipo di violenza, e alle punizioni inflitte ai bambini, che derivano da un’educazione troppo rigida ed oppressiva. Ma qual è il collegamento tra violenza nel mondo ed educazione impartita ai bambini? La Lindgren inizia citando coloro che sono causa di violenze e guerre, i dittatori, i tiranni e gli oppressori e dubita che abbiano avuto da piccoli un’educazione basata sull’amore. Partendo da una citazione richiamata nell’Antico Testamento “Chi risparmia la verga rovina suo figlio” la Lindgren evidenzia come l’educazione di molti padri e molte madri, basata sul “terrore” e sulla sottomissione, fosse, soprattutto in passato, erroneamente considerata una forma di “amore”. La scrittrice, al contrario, è convinta che un’educazione senza violenza permette di crescere i figli in modo migliore, dandogli il diritto di sviluppare liberamente la personalità in un ambiente famigliare democratico e sereno. Ciò non significa che i bambini possono fare quello che vogliono. Essi devono comunque crescere nel pieno rispetto delle regole, che tra l’altro desiderano, e imparare dall’esempio dei genitori. Il discorso della Lindgren tenuto nel 1978 è, a distanza di quarant’anni, un messaggio forte ed ancor oggi attuale, poiché rappresenta una valida riflessione sul diritto di dare ai propri figli un’infanzia serena e felice, e sull’amore, che è fonte di pace, a tutti i livelli, e che prima di tutto deve respirarsi in famiglia. Ma quest’ultima convinzione non è appartenuta solo alla scrittrice svedese: infatti, a distanza di poco tempo, nel 1979, Madre Teresa di Calcutta, nel discorso che tenne al conferimento del Nobel per la Pace, esortò all’amore in famiglia, allo stare insieme, al portare quella pace, quella gioia, quella forza di presenza reciproca in casa per essere in grado superare tutto il male che c’è nel mondo. Oggi come ieri, sono parole senza tempo su cui meditare.



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