Mangiare il giardino

Mangiare il giardino
“Non abbiate paura, ragazzi, l’unica cosa velenosa è l’uomo”: Libereso Guglielmi, conosciuto anche come il giardiniere di Calvino (Libereso fu effettivamente il giardiniere di Villa Calvino, nonché borsista dell’esimio professor Mario e colui che ispiro’ Italo a scrivere Il barone rampante affermando che si potesse arrivare dalla Liguria fino in Francia passando da un albero all’altro), non ha dubbi e svela una riga dopo l’altra le meravigliose proprietà delle piante che affollano le nostre terre e che ormai rimangono sconosciute ai più, sostituite da micidiali composti chimici in vendita in farmacia e nei supermercati. Bisognerebbe tornare ad essere “primitivi”, incoraggia il botanico –filosofo- umanista che incanta gli ascoltatori con i suoi racconti, laddove “primitivi” sono gli uomini che hanno un dialogo costante con la natura, vivono in simbiosi con essa, conoscono la madre terra e ne sanno utilizzare i frutti. I pellerossa sapevano che la piantaggine, derivata dai semi del trifoglio, mescolata al sale, era il rimedio perfetto contro l’avvelenamento dei serpenti a sognali. Gli occidentali, che tanto si ritenevano superiori, ne avevano campi interi e non sapevano curare neppure il morso di una vipera. Ancora oggi c’è chi crede che il pomodoro sia stato importato dalle Americhe. In realtà il pomodoro era già presente nei nostri terreni, ma si credeva fosse velenoso, fino a quando un italiano in America non l’ha assaggiato e da allora via libera a  sammarzano e pachino. Invece di addormentare il bambino insonne a forza di Nopron, si potrebbe più tranquillamente preparagli una minestra di papaveri o mettere sotto al cuscino dei frutti di luppolo; e ancora si potrebbe ridurre l’uso dell’hashish, o cannabis, senza neanche bisogno di troppe leggi repressive,  semplicemente rendendo note le conseguenze dell’assunzione di queste droghe, prima fra tutte l’impotenza. Ed infine: ma perché nei nostri salotti campeggia onnipresente il fico Beniamino? Non sarebbe molto più utile piantare un vivace vaso di aglio selvatico? Perfino i fiori di questa piantina sono un ottimo condimento per tutte le pietanze...
Nonno Libereso, come lo chiamano i bambini delle scuole in cui insegna a coltivare gli orti semplici, sforna pranzetti a base di erbette e ricette di pura felicità. “Io vado nelle scuole e dico ai ragazzi: se volete essere felici, ma poveri, seguitemi”. E racconta di aver chiesto una volta a un Lama nel deserto del Thar, in India: come si fa ad essere felici, e che cos’è la felicità? Ed il Lama ha risposto: “Sdraiati in un prato, e quando sentirai le gioie della terra per la nascita di un seme, tu sarai un uomo felice”. Più che un libro, Mangiare il giardino è un frasario, una raccolta di  fiori profumati di saggezza da tenere sempre sul comodino, per ricordarci costantemente, appena svegli e prima di addormentarci, che dobbiamo ancora acquistare molta consapevolezza riguardo al mondo che ci ospita, perché ognuna delle ricchezze a nostra disposizione, anche il petrolio, puo’ essere utilizzata in modo appropriato o meno. Da questo dipende il futuro dell’intero pianeta.

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