Manituana

Manituana
1755, America, valle del Mohawk. William Johnson ed Hendrick, i pionieri della convivenza pacifica tra coloni e nativi, eroi di guerre sanguinose combattute fianco a fianco, sono ormai morti. Ora a capo del Dipartimento per gli Affari Indiani ci sono Guy Johnson e Daniel Claus, affiancati da Joseph Brant, interprete pellerossa e traduttore in lingua mohawk del vangelo di Marco, e Peter Johnson, giovane rampollo della famiglia che domina la valle e incarnazione della nuova generazione metà cultura europea metà tradizioni indiane. La rivoluzione incombe, e i Johnson, fedeli alleati della Corona britannica, intuiscono il pericolo più dei tromboni di Londra: la fragile pace che hanno contribuito a creare col sangue negli anni passati sta per essere spazzata via. Per vincere la guerra è necessario l'aiuto militare degli Irochesi, che però tentennano: Guy Johnson decide di convocare un concilio a Oswego, al nord, sulla strada per Montreal, dove spera di piegare i capi tribù recalcitranti a un vincolo di fedeltà a Re Giorgio, mettere su un'armata indiana e marciare sul Canada in pericolo. La spedizione - con donne e bambini, e anche la moglie incinta di Guy - dovrà risalire fiumi e rapide attraverso territori infidi e disabitati, correndo gravi rischi: ad aiutare il popolo della valle Ronaterihonte, un implacabile guerriero dalla mente affollata di fantasmi e dal cuore gonfio di dolore...
Dice la leggenda che per porre fine alla guerra fratricida che un tempo insanguinava il suo popolo, il Padrone della Vita creò un'isola al centro del San Lorenzo, il fiume immenso, lo sbocco dei grandi laghi. Per lunghi anni gli uomini vissero in pace a Manituana - così si chiamava l'isola - ma alla fine la loro follia portò di nuovo all'odio, alla guerra, alla morte. Sdegnato, il Padrone della Vita si riprese la sua Manituana e la riportò in cielo, lontana dalle miserie umane. E' lo stesso sogno, in fondo, che racconta il team Wu Ming (Roberto Bui alias Wu Ming 1, Giovanni Cattabriga alias Wu Ming 2, Luca Di Meo alias Wu Ming 3, Federico Guglielmi alias Wu Ming 4 e Riccardo Pedrini alias Wu Ming 5), bizzarro - non per la sua natura o la sua genesi, ma per la sua longevità - 'autore collettivo' qui alle prese con la complessa epopea dell'Indipendenza degli Stati Uniti, tra sogni coloniali destinati a un brusco risveglio, speranze indigene di riscatto e mutamenti economici e sociali di portata epocale. L'occasione giusta per approfondire un po' di storia americana (i personaggi principali del romanzo sono tutti realmente esistiti, tranne Philip Lacroix, alias Ronaterihonte, alias Le Grand Diable), ad esempio per ripercorrere l'avventura della matriarcale Lega delle 5 (in seguito 6) Nazioni Irochesi (Cayuga, Mohawk, Oneida, Onondaga e Seneca), che giocò un ruolo importante nell'economia del conflitto rivoluzionario americano. Almeno fino al punto in cui i Wu Ming non decidono di riplasmarla, la storia, di rileggerla, di smontarla e rimontarla in modo diverso. Un'ucronia? Un what if? O piuttosto una favola allegorica anti-americana elaborata da raffinatissime menti in vena di propaganda, come è arrivata a sostenere una parte della stampa conservatrice italiana, con molta fantasia e sospetto livore 'a prescindere'? A parer nostro, 'soltanto' un romanzo d'avventura di impianto classico, uno di quelli buoni insomma: una storia fascinosa che a forza di evocare Fenimore Cooper, Conrad e Dickens si scopre capace di emozionare anche senza richiamare modelli ingombranti almeno tanto quanto splendenti. Incedere arioso da mainstream, ritmo da kolossal hollywoodiano, senza rinunciare alla raffinatezza stilistica. Manituana, giurano gli autori, è anche parte di un progetto transmediale di "costruzione di mondo", una narrazione che prosegue su diversi media e con diversi linguaggi (musica, fumetto, video etc.). Nota a margine: il sito internet dedicato al libro (www.manituana.com) e la sua declinazione 'evoluta' (il cosiddetto livello 2, riservato a chi ha letto il romanzo e accessibile solo rispondendo a una domanda precisa sulla trama all'indirizzo inside.manituana.com), rappresenta un vero e proprio modello per mole di approfondimenti (grande l'idea di pubblicare gli stadi del processo di elaborazione e scrittura, le discussioni, le e-mail, etc), quantità di spunti e informazioni, spazio creativo, nitore estetico. Ce ne fossero. Di siti così. Di libri, così.

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