Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili

Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili
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Una ragazza, Alice, dietro al bancone d’acciaio di un bar. È tardi, è vero, ma la sua stanchezza arriva dal profondo: un marito, un amore, un bambino dentro di sé. Tutte cose che non ha più. Quando nel bar entra Mario, un drogato ma anche un altro “qualcosa” che è stato, e le chiede di poter dormire da lei, Alice è certa che gli dirà di no, eppure non è così che vanno le cose, pur consapevole di come finirà… Gioele e Giona, due bambini come tanti, al parco con i propri padri. Ma se il primo, che ha altri due fratelli, ride e scherza felice con un papà complice e compagno di giochi, per Giona l’essere lì è una sorta di fredda routine. Suo padre appare quasi invidioso dell’altro, ma i suoi gesti restano meccanici, pesanti, e nel tentativo di imitare l’altro genitore si trasfigura, fa la faccia da jocker e Giona diventa piccolo piccolo, tanto che vorrebbe scomparire o diventare invisibile… Il mio nome è Guglielmo, ma tutti mi chiamano Gughi e, anche per questo, è durissima. Ho un amico del cuore, si chiama Tito. Viene spesso a trovarmi, giochiamo assieme, sua madre lo porta e lo riprende e tutti sanno che lavoro “sporco” lei faccia. Assieme guardiamo i fumetti con le donne nude, siamo assieme quando mia madre mi dice che nonno sta morendo. E, giuro, non so perché, mi scappa da ridere. Al funerale, solo quando ho toccato la sua fronte fredda, di un freddo che non dimenticherò, ho veramente capito che era morto. Quel giorno ho anche offeso Tito e sua madre, con parole rabbiose che, non so perché, mi sono venute fuori da dentro. Anche un bambino sa far male. Tito è scomparso per un po’, fino a quando non ha finalmente accettato il mio invito a giocare. “Però chi perde va nel buco, d’accordo?” Ha detto…

Bambini invisibili, bambini mai nati, bambini che vorrebbero scomparire o che, al contrario, vorrebbero essere visti da papà e mamma. Bambini come spettri e fuochi fatui, che agitano le loro fiammelle troppo flebili perché qualcuno le veda. E poi uomini che continuano ad essere bambini, che fortemente desidererebbero tornare a quei momenti. Nessuno dei personaggi che incontrerete qui dentro però, adulto o bambino che sia, sarà un nuovo Peter Pan, spensierato e felice. Per ognuno di questi quindici racconti, Luca Martini crea un’ombra, più che un personaggio. Trasforma il negativo in una fotografia che impone di guardare ai margini, più che al centro della scena. Badate bene, questo è sì un manuale di sopravvivenza per bambini invisibili, che sono scomparsi alla vista volontariamente o meno, ma in esso non troverete soluzioni come fossero istruzioni da Giovani Marmotte, bensì condivisione e speranza. Troverete cioè, se anche voi lo siete ancora o lo siete stati in passato, un tempo per poter dire: sì, ecco, a me è successa la stessa cosa e dunque non sono solo. E guardate che non è poco. Poi, dato che essere bambini significa un sacco di cose diverse, anche questi sono racconti eterogenei per atmosfere, stile, ritmo. Non tutti, forse, incontreranno i vostri gusti. Qualcuno vi colpirà allo stomaco, qualcuno vi sfiorerà appena, qualcuno vi toccherà l’anima, chi lo sa. I racconti, come i bambini, sono imprevedibili. E il racconto, che in questi duri tempi editoriali pare aver trovato nuova vitalità e attenzione da parte di addetti ai lavori e lettori, è di certo la forma più adatta per raccontare dei bambini, che dentro la misura di una fiaba ci mettono tutto il loro universo.



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