Manzoni e la spia austriaca

Luglio 1858. Napoleone III, nipote del Bonaparte, dopo diversi contatti segreti attende un ospite di riguardo: Camillo Benso, conte di Cavour, presidente del Consiglio dei ministri del Regno di Sardegna, viene ricevuto nelle stanze private dell’imperatore e comincia così una trattativa su una questione delicatissima. In cambio della cessione di Savoia e Nizza, la Francia è disposta ad aiutare re Vittorio Emanuele II in una guerra contro l’Austria, a condizione che appaia a tutti gli effetti una guerra di difesa così da salvare le apparenze davanti alla diplomazia e all’opinione pubblica francese ed europea. Le trattative sono delicate eppure, dopo un nuovo incontro, sembrano finalmente andare in porto. Ma a Vienna, nonostante la segretezza, serpeggia già il fondato timore che il Lombardo Veneto sia seriamente minacciato. Occorre quindi avere qualche certezza e soprattutto scoprire cosa Cavour e l’imperatore si siano detti in quella occasione. La soluzione si chiama Angelo Sacchi, tenente di un reggimento lombardo fedele al Kaiser. La missione è introdursi sotto mentite spoglie in casa del marchese Arconati Visconti, salotto privilegiato di cospiratori e patrioti, compresi intellettuali quali don Lisànder…

La vicenda narrata da Umberto De Agostino, giornalista e storico, profondo conoscitore della Lomellina e della provincia pavese, è assolutamente incentrata sulla realtà storica. Anche i personaggi frutto di fantasia che intrecciano le loro azioni a quelle dei protagonisti realmente esistiti lo sono soltanto fino ad un certo punto, perché non sono che la summa di soldati, patrioti, spie e complottisti che effettivamente animarono la scena politica dell’epoca. La passione dell’autore per i luoghi e per i fatti storici è evidente, insomma, ad ogni pagina. Gli appassionati di storia, e del Risorgimento in particolare, non potranno perciò che gustarsi questo piccolo scorcio storico raccontato col guizzo del romanziere ma anche con la puntualità dello studioso appassionato. Un po’ delusi, invece, potrebbero essere quanti, magari attratti dal titolo, si aspetterebbero di leggere qualche episodio con protagonista il grande scrittore milanese; il suo è piuttosto un ruolo – disegnato certo con una certa grazia – da comparsa. Giusto riportare le parole dell’autore – assolutamente innamorato della sua terra – in merito: lo scopo della presenza del nome del Manzoni è stato quello di “attirare il lettore non lomellino per fargli sapere, già dal titolo, che anche la nostra terra può vantare fatti e personaggi di rilievo nazionale”.



 

 

 

 
 
 
 

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