Mararía

Mararía
A Femés, piccolissimo paese sull’isola di Lanzarote, vive María, una donna bellissima e accattivante, la “donna più bella e desiderata che l’isola abbia mai avuto”. Cresciuta da una vecchia ed intrigante zia, sin da giovanissima attrae gli sguardi ammirati dei ragazzi. Al contrario, le donne la ritengono una ragazza di facili costumi, ne parlano male e l’additano con cattiveria. La definiscono una strega perché considerano il desiderio che suscita negli uomini, frutto del peccato. María però non si lascia intimorire dalle malelingue. L’arte della seduzione le appartiene e la capacità di affascinare le è innata. Ama piacere e non lo nasconde. Si abbandona a molte storie passionali, ma con un unico desiderio: amare ed essere amata. Questo sentimento che lei tanto brama tarda però ad arrivare e la sua vita diventa di giorno in giorno più tormentata: è bella, desiderata, ma irrimediabilmente e paradossalmente sola. È come perseguitata da una maledizione che la condanna a perdere, inspiegabilmente e senza diritto di replica, tutto quello che conquista. L’arrivo inaspettato di un figlio sembra cambiare le carte in tavola, sembra annunciare a María che l’amore ha finalmente smesso di ignorarla. Ma è solo apparenza, il destino infatti ha deciso diversamente: il suo bambino muore in un fatale incidente. María è agghiacciata dal dolore, perde la ragione e per lei si profila all’orizzonte l’inizio della fine...
La storia di María di Femés rivive nella testimonianza suadente e appassionata di Rafael Arozarena che ne ricorda intensamente il disgraziato splendore. Scritto negli anni quaranta e pubblicato, per la prima volta, solo trent’anni dopo, Mararía racconta la vita di questa ammaliatrice bellissima e sfortunata, schiacciata da malevoli pregiudizi e condannata a vivere in totale solitudine. Espressioni fulminee e bellissime mostrano una donna fiera e coraggiosa che ha saputo fare della sua fragilità (il desiderio di dare e ricevere amore) la sua maggiore forza (la capacità di attrarre le attenzioni degli altri), ma che in ultimo non è riuscita a sopravvivere agli eventi ed è stata inesorabilmente travolta dal proprio triste destino. Le frasi si rincorrono in fogli dettagliatissimi e generosi, fogli che tracciano alacremente i vicoli di Femés e che quasi ne personificano le strade polverose, il sole ardente e le stelle che rischiarano le notti scure. Sono melodie di parole capaci di cogliere gesti, sguardi, pensieri e luoghi con accenti intimi e quasi reverenziali. Mararía è un gioco di luci ed ombre, quelle della vita, quelle che possono renderla bella e crudele allo stesso tempo.

 

 

 

 
 
 
 
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