Maria Antonietta - I segreti di una regina

Maria Antonietta - I segreti di una regina
Palais de Justice, 21 giugno 1786. «All’inizio, le voci della marmaglia si sollevano distintamente, maledicendo l’Autrichienne: la puttana austriaca. In pochi attimi aumentano di intensità. “È Maria Antonietta la vera voleuse! È l’avida regina che avrebbe dovuto patire un tale destino! Monsieur le bourreau, perché non marchiate a fuoco lei?”». L’ostilità sta crescendo. Maria Antonietta lo sa: l’affare della collana di diamanti è un segnale, qualsiasi cosa potrà scaturire dal clima d’odio. Dodici anni prima. La Muette, 21 maggio 1774. La scomparsa di Sua Maestà, Luigi Quindici, non consente di certo l’esultanza: l’anziano re non era amato, malauguratamente però si ha ancor meno fiducia nelle capacità di reggere la Francia di Luigi XVI. Nel casino di caccia di La Muette sta sfilando la nobiltà e la falsa compassione delle anziane donne della corte irrita Maria Antonietta, che non ne può più delle condoglianze di rito. La delfina è tesa per il suo futuro da regina e si sfoga con lo scherno…
Con questo suo ultimo lavoro, Juliet Grey abbraccia ancora il genere della narrativa storica, rendendo in modo esemplarmente realistico la corte di Versailles e gettando una luce affascinante sulla figura di Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena regina consorte di Francia e di Navarra, della quale in Maria Antonietta - I segreti di una regina si prosegue la storia. “Tutte le regine dovrebbero somigliare alle mogli di Luigi XIV e Luigi XV, che non conobbero altra passione che fare del bene... Una regina che viene incoronata soltanto per divertirsi è un’acquisizione fatale per il popolo che deve sostenerne il costo”: la scrittrice in apertura cita il commento di un anonimo nemico di Maria Antonietta risalente alla primavera del 1774 e così ci lascia immediatamente intendere il diffuso sentimento popolare e comprendiamo al contempo l’opportunità e l’appropriatezza del titolo inglese del romanzo: Days of Splendor, Days of Sorrow. È impossibile difatti per la corte francese non disprezzare la frivola madame la delfina. Eppure, a dispetto dell’opinione pubblica, l’Autrichienne ascende al trono e cerca, senza riuscirci, di arrivare al cuore della Francia. A Maria Antonietta, affranta per l’infelice vita coniugale e disperata per l’isolamento in cui viene a trovarsi, non resta alcuna via d’uscita se non nella ricerca dei vizi e nella passione per il conte Axel von Fersen. Una narrazione accurata, vogliamo sottolineare, supportata da ricerche storiche fedeli al tempo e alla società in cui Maria Antonietta fu regina. Con maestria, Juliet Grey riesce a colmare il divario tra l’immagine pubblica e l’intimità di una donna-icona.

 

 

 

 
 
 
 
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