Mario Lodi maestro

Mario Lodi maestro

Parla Mario Lodi. L’intervista si apre con una riflessione su don Lorenzo Milani. Cos’hanno in comune la scuola di Barbiana e quella che si va costituendo ad opera del Movimento di Cooperazione Educativa? La parola che libera, pratica della scrittura collettiva, l’idea democratica della scuola. Ma soprattutto la centralità della Costituzione. Per cambiare la società è necessario cambiare la scuola e per farlo bisogna trasformare la didattica. La ricerca di strade nuove per l’insegnamento, la ricerca di valori nuovi per trasformare le scuole in piccole società democratiche. Contro ogni autoritarismo. E allora basta con i programmi calati dall’alto, basta con i voti ed i giudizi che non tengono conto del punto di partenza. Ripartire dal bambino, da ciascun bambino. Da ciò che ha da raccontare, dal suo sguardo sul mondo, dal suo mondo interiore. E raccontare e raccontarsi, sentendosi liberi di dire…

La parola e l’immagine per esprimere se stessi sono la via che il maestro ha percorso e ha indicato. Il lavoro di sperimentazione, studio e riflessione di Mario Lodi è racchiuso nei suoi libri: Cipì (con più di trenta edizioni), gli scritti della Biblioteca del lavoro. Il testo più significativo è certamente C’è speranza se questo accade al Vho, da cui sono estratte alcune pagine scelte. Il saggio è ricco di spunti di riflessione e di indicazioni concrete per una didattica nuova ed efficace, derivanti dall’esperienza e non esclusivamente dalla speculazione. Le note introduttive dell’autrice e curatrice contestualizzano gli scritti del maestro per comprenderne appieno il valore. Completa e arricchisce questa seconda edizione una carrellata di fotografie dell’archivio privato di famiglia che ritraggono i ragazzi ed il maestro. Un maestro di vita, un educatore ma soprattutto un rivoluzionario.



 

 

 

 
 
 
 

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