Marlene e Leni

Adorate dal pubblico e dalla stampa, Marlene Dietrich e Leni Riefenstahl sono due artiste tedesche che per professionalità e inarrestabile estro hanno fatto breccia nel cuore del cinema del Novecento. Originali e affascinanti, «espressioni di un certo tipo di erotismo cinematografico dell'Occidente - dalla Germania di Weimar all'America di Hollywood», la Dietrich e la Riefenstahl, pur con differenze di rilievo, sono protagoniste e interpreti della affermazione della “donna moderna” o, analogamente, della “nuova donna”. Ma come si collocano le due donne del cinema in questa prospettiva? Cosa pensano del loro ruolo? Quali sono i punti forti della diva de L’angelo azzurro e della grande regista di Olympia? Perché entrambe hanno incarnato un “caso politico”? Che significato si cela dietro la loro notorietà? Quali sono le loro speranze, i loro sogni d’artista?
In questo saggio, che si rivolge agli appassionati – al pubblico degli estimatori delle icone del cinema, in primo luogo, ma anche a chi apprezza tout court l'approfondimento biografico per rileggere la storia e lasciarsi così sorprendere dalle sue manifestazioni più peculiari – Gian Enrico Rusconi, storico e politologo, studioso della cultura tedesca, conduce una completa e documentata indagine sulle due grandi artiste del Novecento tedesco. Grazie ai copiosi materiali d'archivio, Rusconi più che addentrarsi nelle biografie di Marlene e Leni ricostruisce sapientemente il legame di arte, professionalità, erotismo e politica che si dispiega nelle loro carriere; le quali come veri e propri percorsi qui si sviluppano così come sono stati registrati tramite celebri interviste o opinioni critiche, o nelle testimonianze familiari, in lettere e memorie. La maestria dell’autore consiste nel farli alternare, e soprattutto nell’individuare affinità e divergenze smembrando e ricomponendo le opere della Dietrich e della Riefenstahl sullo sfondo degli eventi stessi del loro tempo. Emblematico il trama della guerra. Due in particolare – entrando in medias res – le opere analizzate. Inizialmente Rusconi ci trasporta nelle atmosfere de L’angelo azzurro, straordinario evento cinematografico nella Germania di Weimar, coinvolgendoci nei significati dell’opera e suggerendo al lettore giudizi altamente degni di nota, come quello di Carl von Ossietzky sulla Weltbühne del 29 aprile 1930 che riportiamo: “L’evento eccezionale rimane solo Marlene Dietrich. Dio sa se questa donna riuscirà a fare una cosa simile una seconda volta. Quel viso splendidamente lascivo, quella figura ben piantata sulle gambe, con le logore mutandine di seta e l’inverosimile giarrettiera nera appartengono alle poche vere grandi impressioni cinematografiche. Qui e solo qui c’è quello spirito ironico che giustifica la versione cinematografica di un romanzo così immateriale come Il professor Unrat. Solo la Dietrich in questo film difende lo spirito di Heinrich Mann contro Heinrich Mann”. Dal ruolo di Lola-Lola a Hollywood per Marlene Dietrich il rapporto con Josef von Sternberg assume un carattere fondamentale nel suo percorso d’artista. Olympia, d’altro canto, rappresenta l’apogeo della coetanea Riefenstahl. Il film documentario dedicato alle Olimpiadi di Berlino del 1936 nella storia del cinema mondiale ha un indiscusso posto di rilievo. Tecnica cinematografica raffinata ed esaltazione della bellezza dei corpi, oltreché della prestanza fisica degli atleti, celebrano l’episodio sportivo unito alla partecipazione emozionata del pubblico. Olympia, tuttavia, ricorda Rusconi, «è stata anche la più grandiosa e riuscita operazione pubblicitaria del regime nazista». A questo punto, occorrerebbe proprio approfondire, per cui è bene rinviarvi direttamente alla lettura di questo lodevole lavoro.

 

 

 

 
 
 
 
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