Matrigna

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Andrea è un bambino speciale con gli occhi azzurri, i capelli biondissimi e una sterminata dolcezza. Ha dei capelli folti che piacciono tanto alla mamma mentre il papà non è molto d’accordo perché ritiene che così sembri una femmina e questo suo pensiero fa sempre arrabbiare la madre che puntualmente finisce per prendere il piccolo Andrea e portarselo nel letto per coccolarlo. Sua sorella Noemi invece è una bambina ordinaria che spesso, anche in ambiente familiare, passa inosservata con i suoi semplici capelli castani, gli occhi marroni e un portamento privo di grazia. La differenza tra i due è per la bambina motivo inconscio di sofferenza e invidia. Andrea sembra essere il prediletto di mamma e papà, che non hanno occhi che per lui. Nonostante ciò però, Noemi vuole bene a suo fratello. È la festa di Carnevale quando un giorno, improvvisamente Andrea sparisce facendo precipitare tutti in grande ansia, paura e dolore. Noemi non l’aveva tenuto per mano in quel momento e, subito dopo l’accaduto, la bambina si era domandata se non avesse invece dovuto essere più diligente prendendolo per mano e stringendolo forte a sé: senso di colpa e ragionamenti che a nove anni pesano e non possono trovare risposta. Col passare dei giorni la famiglia di Noemi viene devastata dalla mancanza di Andrea e dall’assenza di qualunque notizia circa la sua sorte. La bambina sente i genitori parlare di rapimento, di mamme che non possono avere figli e sottraggono quelli delle altre donne, di trapianto di organi nonché di uomini ai quali i bambini “fanno gola”. Fuori casa per lungo tempo si assediano giornalisti e televisioni in cerca di interviste, scoop o dichiarazioni e Noemi vede in tv l’immagine della sua casa ripresa e poi i suoi genitori che fanno appelli e piangono. Diverse voci e false speranze giungono di tanto in tanto: qualcuno ha visto un bambino con un uomo in una farmacia dove quest’ultimo acquistava un farmaco, lo stesso usato anche da Andrea per la sua allergia; qualcun altro crede sia stato rapito da una famiglia messicana oppure di averlo visto vagare da solo in una periferia. Tutte illusioni destinate a infrangersi davanti alla triste e cruda realtà: Andrea è sparito nel nulla…

Questa la storia che la nota scrittrice Teresa Ciabatti racconta nel suo nuovo e intenso romanzo Matrigna, edito da Solferino. L’autrice di romanzi memorabili come Il mio paradiso è deserto e La più amata (finalista Premio Strega 2017) mette in scena uno dei drammi più crudi eppure frequenti della nostra contemporaneità: la sparizione di un bambino. Attraverso la voce e il punto di vista della sorella Noemi, l’autrice racconta la sofferenza e la difficoltà di proseguire nella propria esistenza, quando si verificano eventi simili, da parte di una famiglia. La narrazione filtrata dallo sguardo di una bambina di nove anni consente di snidare i dettagli propri di ogni relazione familiare con le proprie manie, ossessioni, problematiche. Con verità e immediatezza e uno stile letterario asciutto, preciso e lineare, la Ciabatti conduce il lettore nelle pieghe di una famiglia qualunque eppure unica, nel suo recondito mondo e nelle sfumature dell’umanità di ognuno di noi. Il punto di vista è inedito e accattivante, la storia incuriosisce e poi, nel corso della lettura, cattura facendo riflettere, commuovendo e lasciando sgomenti. Teresa Ciabatti si conferma con questa nuova opera come la maestra indiscussa della narrazione familiare, come giù dimostrato con i suoi precedenti romanzi. Nelle sue mani le relazioni familiari diventano materia incandescente da sviscerare, comprendere e poi offrire al lettore.



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