Matrimonio siriano, un nuovo viaggio

Matrimonio siriano, un nuovo viaggio

Un’esperienza di qualche mese vissuta in Siria nel 2009 per studiare la lingua araba fa sì che a Laura Tangherlini, giornalista RAI, questo popolo entri profondamente nel cuore. Ed è con apprensione e grande partecipazione che poi, dal 2011, inizio della guerra che la Siria sta subendo, Laura cerca di trovare ogni occasione possibile per parlarne, per attirare l’attenzione su questo lembo di terra che sembra non interessare nessuno. Anche il suo matrimonio, avvenuto nel 2016, grazie anche alla complicità del marito, il cantautore Marco Rò, rappresenta un’occasione per fare qualcosa per i siriani: le partecipazioni diventano un campo sportivo polivalente, le bomboniere un anno di sostegno a distanza per un bambino e i regali di nozze si trasformano in giacconi invernali e materiale di cancelleria per gli orfani siriani rifugiati in Turchia. Strada facendo si sono unite a Laura e Marco altre persone che contribuiscono alla causa come possono. Anche i proventi dei libri che Laura scrive sono destinati ai siriani, ma soprattutto la loro promozione è principalmente una possibilità di girare per l’Italia a presentare un progetto, forse ambizioso, ma, come Laura sta dimostrando, di sicuro fattibile. È in questo girare per le presentazioni dei suoi libri, infatti, che Laura ha potuto spiegare e raccontare la Siria, prima e dopo il 2011, a chiunque sta incontrando, anche perché la disinformazione sull’argomento è piuttosto diffusa. D’altronde, come è logico pensare, non sarà soltanto per i fondamentalisti islamici che dalle 300 alle 900 mila persone hanno scelto di lasciare il proprio Paese!

Matrimonio siriano, un nuovo viaggio è la nuova edizione (quasi raddoppiata) arricchita da un nuovo viaggio (in Giordania), da nuovi temi e da nuove informazioni, del precedente volume Matrimonio siriano. Laura Tangherlini, marchigiana di Jesi ma romana di adozione, racconta l’oggi, le storie di profughi, l’assenza di speranza, mentre tutto il mondo sembra totalmente indifferente a ciò che è accaduto e accade tutt’oggi a questo popolo. Fornisce dati e numeri dei morti, dei rifugiati in Turchia, di quelli in Libano, in Giordania, in Iraq, in Egitto o nel Nord Africa, evidenzia un’illegalità sempre più diffusa con il dilagare di povertà e disoccupazione, riporta la testimonianza dei bambini e degli adulti, capaci di toccare il cuore. E Laura di cuore ce ne sta mettendo tanto in questa impresa, ne è intriso ogni intervento, quando ci racconta la tristezza di chi sa che non ritornerà più nella sua patria per una lunga serie di motivi; una tristezza che segna come la guerra, lasciando traccia nei sogni dei bambini, anche se forse proprio i più piccoli presto dimenticheranno i loro incubi, ma anche le proprie radici, il proprio Paese. Dopo tanti numeri che fotografano la situazione siriana, ci sono racconti che parlano di necessità, medicine, latte, ma, al tempo stesso, di persone capaci di donarti il cuore e quel poco che hanno, con una generosità senza fine, che sia un velo rosa o un piccolo disegno fatto dai bambini. I nuclei familiari dei rifugiati, non sono, ad oggi, tutti ricomposti come erano in origine, qualcuno non c’è più, qualcuno è in prigione o magari chissà dove. Istruzione, fame, malattie, povertà, lavoro, sopravvivenza, convivenze difficili... un dramma che si ripete, che non finisce mai, al quale assistiamo spesso indifferenti, come se tutto questo non riguardasse l’umanità intera! Per questo e per molto altro ancora, quindi, grazie Laura.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER