Memorie di una interprete di guerra

Memorie di una interprete di guerra

Silenzio. Strade fangose, quasi impraticabili. Una lunga fila di soldati si trascina verso il fronte. Nessuno dà loro degli ordini. Camminano, diligenti e rassegnati. È il 1941 e Elena ha appena finito il suo corso accelerato di tedesco: è diventata una interprete. Per questo motivo è assieme all’Armata Rossa. Resterà in prima linea ad aiutare i militari dal 1941 al 1945, dalla battaglia di Ržev, (in onore di questa città adotta lo pseudonimo Rževskaja) di villaggio in villaggio arriviamo in Polonia, a Varsavia e marciamo insieme a lei e alla Terza Armata fin dentro Berlino, il cuore e l’anima del nazismo. Ed è l’ingresso a Berlino che segna una tappa fondamentale: bisogna scoprire dove siano i cadaveri dei nazisti. Elena farà parte di un gruppo ristrettissimo di funzionari a cui sarà dato il compito di leggere, analizzare, tradurre i documenti di Hitler, cercare di capire dove sia il suo corpo, che morte abbia avuto. Berlino è il crocevia tra il passato e il futuro, tra ciò che era e ciò che sarà. Neppure Stalin vuole che si sappia con precisione che ne sia stato di Hitler: alimentare un falso pericolo fa sì che si possa continuare a tenere uno stato di allerta permanente utile soprattutto nel dopoguerra …

Elena Rževskaja, pseudonimo di Elena Moiseeva Kagan, racconta in prima persona quella che è stata la sua vita dal ’41 al ’45. Misurarsi con un romanzo così poderoso mette quasi in soggezione. La storia è viva e pulsante tra le pagine del libro, il passato non è sepolto, anzi, è attualissimo. Ognuno di noi può trovare le risposte agli interrogativi storici che maggiormente gli sono a cuore: quale sia stata la sorte di Goebbels, come spietatamente abbia fatto uccidere i propri figli prima di togliersi la vita, il suo pensiero criminale, come si viva in prima linea in un esercito, il dolore di vedere la propria terra martoriata dalla guerra, lo stupore e la paura di giungere a Berlino, dove l’incubo è cominciato. Tutto è nei documenti che Elena traduce e che, a stralci, riporta. Memorie di una interprete di guerra è un’opera sul crinale tra saggio storico e romanzo. La Seconda Guerra mondiale, il nazismo tornano ad essere vividi nella nostra memoria, non più ricoperti da quella patina di oblio con cui si ricoprono gli argomenti non più attuali. Il passato ci appartiene e, a tratti, è davanti a noi molto più di quello a cui siamo disposti a credere e ad accettare.



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