Meno di zero

Meno di zero
Clay torna a Mulholland Drive, Los Angeles, per le vacanze di Natale insieme al suo amico di corso Daniel. A casa trova gli amici di sempre: Blair, la sua ex ragazza ancora innamorata di lui, il fotomodello Trent, suo padre che si è fatto il lifting e il trapianto di capelli, le sorelle che consumano abitualmente cocaina alla tenera età di tredici e quindici anni, il pusher Rip e un panorama di personaggi, feste, situazioni che fotografano la 'vita da bere' degli anni ‘80 del jet-set americano. Le musiche di Elvis Costello, degli Eagles e dei Devo, le prime sbornie di videoclip grazie alla neonata MTV, i videogames, "Indiana Jones e il tempio maledetto", "Alien", "Ai confini della realtà" e altri film culto, gli orologi digitali con la calcolatrice, il Betamax: un mondo che si ricorda con nostalgia e tanti altri elementi di quegli anni spuntano come funghi dopo la pioggia nel girovagare di Clay tra discoteche, privé e scopate bisex in case di lusso...
Il set delineato da Ellis in questo suo romanzo d’esordio non è uno dei tanti quadri replicabili che descrivono i patinati anni Ottanta, bensì ha una potenza da classico, che riesce proprio grazie al distacco dei ricchi ragazzi della borghesia losangelina a farci vedere come quel mondo sognato da troppi si sia retto su fondamenta instabili, fatte di piste di coca, sbronze e una non presa di posizione sui fatti del quotidiano: elementi che hanno portato alla decadenza dei Novanta (incarnati ad esempio nel rock dei Nirvana di Kurt Cobain) e alla crisi degli anni zero. Meno di zero è un romanzo di formazione al contrario, dato che Clay non deve diventare qualcuno, anzi tenta di scoprire una normalità innocente che ritorna ai tempi della sua pre-adolescenza (descritti da Ellis in stupendi flashback), ma è anche il ritratto di una generazione di “ragazzi giovanissimi, [che] sembrano tutti uguali: sottili, abbronzati, capielli biondi e corti, occhi azzurri dallo sguardo vacuo, stessa voce vuota e monotona”. La moda di quegli anni che oggi rispopola nei Wayfarers della Ray-Ban, nelle spalline, nei leggings e in un gusto retrofuturista ‘pacchiano-di-classe’ è descritta alla perfezione da questo breve ma intenso romanzo minimalista. No future for Bret.

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