Mercanti di uomini

Mercanti di uomini

Maria Sandra Mariani, turista abituale nel Sahara dal 2006, viene rapita nel 2011 da Aqmi (al-Qaeda nel Maghreb islamico). Lei stessa, rilasciata mesi dopo, ha dichiarato che i sequestratori erano professionisti, e che sapevano quando e come muoversi. Cosa c'è alla base di questo fenomeno? C’è il Patriot Act dell’ottobre del 2001, emanato dagli Stati Uniti dopo l’attentato al World Trade Center. Il collegamento è semplice: questo atto ha imposto severe leggi contro il riciclaggio di denaro sporco e i proventi illeciti, in gran parte provenienti dalla droga della Colombia. I narcotrafficanti hanno cambiato le loro rotte verso l’Europa e, per fare entrare la merce nel Vecchio Continente, si sono inseriti i futuri membri dell’Aqmi. I legami tra gli jihadisti e il traffico di droga si sono rivelati palesemente nel 2009, quando nel deserto del Mali è stato trovato un aereo bruciato pieno di cocaina. Nello stesso anno l’UNODC – Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine ‒ ha calcolato che annualmente arrivano in Europa dall’Africa sessanta tonnellate di cocaina. I contrabbandieri africani hanno il loro quartier generale a Gao, nel Mali. Tuttavia ultimamente si è aggiunta una nuova merce, che concorre con la cocaina in termine di profitti: gli esseri umani…

La giornalista e studiosa Loretta Napoleoni si occupa quotidianamente della relazione tra economia e terrorismo. Numerosi sono i suoi scritti a riguardo – La nuova economia del terrorismo, Terrorismo S.p.A., ad esempio – ed internazionale è la loro risonanza. Anche quest’ultimo saggio farà di certo molto parlare. Al di là della forma chiara ed ineccepibile, il tema trattato è sviscerato con una capacità di analisi esemplare ed una serie di statistiche minuziose. Inoltre vengono ribaltati una serie di stereotipi prettamente occidentali. In primo luogo, coloro che si ribellano ad Assad – presidente della Siria – non sono “i buoni”. Anzi. Molti ribelli sono in realtà parte di diversi gruppi criminali – Isis e jihadisti vari – che rapiscono freelance e cooperanti per richiederne il riscatto. La questione del riscatto è un altro punto focale del testo. Innanzitutto Italia, Germania, Francia e Spagna trattano abitualmente, con buona pace delle smentite ufficiali, con i terroristi e versano nelle loro casse soldi dei contribuenti per riportare a casa vive le persone rapite. L’autrice, avvalendosi di numerose testimonianze di negoziatori, riporta a galla un mondo inabissato dai governi, un mondo fatto di silenzi, insabbiamenti e questioni irrisolte, vedi il caso di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, vedi il caso di Giovanni Lo Porto. Un altro dei tanti punti toccati concerne il giornalismo freelance e i volontari che partono credendo e sperando di cambiare le cose, un ambito ancora stereotipato e pieno di false convinzioni e false speranze. Ovviamente non può non emergere la questione migranti ed economia europea, ma è bene non dire altro. Probabilmente questo è uno dei pochi casi in cui la lettura rende impotenti e sconcertati, ma ciò non significa che non vada affrontata. Una cosa sono i romanzi, un altra i saggi che descrivono la realtà delle cose. Quella che noi tutti crediamo di conoscere.



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