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Mavis è appena entrata in riformatorio; Zayn, già ospite del luogo, la guida alla scoperta del posto. Pareti bianche, stanze bianche, arredi minimali e ragazzi in tuta verde. Ala Est, ala Nord, sala per le terapie di gruppo, mensa. Tutto lì, semplice, banale, accecante, alienante. La regola è semplice “Sopravvivi e cerca di non impazzire”. Eppure il senso di estraneità e la nostalgia del fratellino, fuori, stringono il cuore di Mavis in una morsa glaciale. Col passare dei giorni, però, quei compagni di riformatorio in tuta verde smettono di essere alieni e cominciano a diventare persone, certo non perfette, ciascuno con la propria colpa. Confidenti, sostegni morali, insomma amici. E così Mavis trova la propria dimensione all’interno della sua nuova, segregata comunità. Un solo punto rimane da smarcare, la stanza 105, l’unica del loro settore che ospiti uno in tuta arancio. È più grande, non sta simpatico né ai secondini né agli altri del reparto. Lui però non sembra soffrirne: tace e non guarda in faccia nessuno. Tranne Mavis. Contro ogni raccomandazione dei suoi nuovi compagni, la ragazza lo avvicina e, con una costanza quasi ostinata, vince le sue resistenze. Chi sei Niall? Cos’hai fatto? Perché tutti ti evitano? Star vicini a Niall significa entrare in una spirale pericolosa, col direttore del riformatorio che non vede l’ora di far andare le mani per chiarire il significato del concetto di disciplina…

I nomi dei personaggi principali ci ricordano qualcuno? Ci sembra di aver già visto quei capelli biondi da qualche parte? Esatto, i protagonisti maschili di questo romanzo sono dichiaratamente ispirati agli One Direction, in un riuscitissimo esempio di fan fiction. Solo che, anziché muoversi su un palco, i ragazzi si aggirano per i corridoi di un riformatorio. Nato su Wattpad per mano di una coetanea della protagonista (chissà se in qualche modo ci si è rappresentata?), con la sua valanga di click si è meritato gli onori della stampa adulta. Al di là dei natali, il libro ha la sua personalità e si merita una lettura onesta e senza pregiudizi. Inutile aspettarsi la complessità psicologica di Delitto e castigo, anche se una riflessione sulla colpa, la punizione e il perdono c’è. Il finale è perfetto come romanzo rosa, un po’ meno sotto il profilo educativo ma possiamo pensare che fosse questa l’intenzione della giovane autrice? Ha buttato il cuore oltre l’ostacolo e si è inventata una storia articolata anche nello sviluppo temporale, con una trama semplice sorretta integralmente dalle ben riuscite caratterizzazioni dei personaggi. Con un messaggio importante, perfetto per i lettori coetanei: l’amicizia e l’amore esistono, alla faccia di chi dice che i ragazzi di oggi non credono in nulla.



 

 
 
 
 

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