Mia nonna saluta e chiede scusa

Mia nonna saluta e chiede scusa
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Elsa è una bambina diversa. O meglio, gli altri dicono che è diversa. Magari, sottolineando che è molto matura per la sua età (Elsa ha sette anni, quasi otto). Lo dicono, ad esempio, il preside della scuola, o gli amici dei suoi genitori. Lei però sa che con quell’espressione in realtà intendono dire che è strana. Perché, se davvero intendessero diversa, Elsa ne sarebbe contenta. Sa di esserlo, ed è felice di non essere una stordita come quasi tutti gli intelligentoni che sono pronti a giudicarla (e che magari non hanno neppure letto Harry Potter, che scempio!). E poi, sua nonna le dice sempre che i supereroi sono tutti diversi, o non sarebbero tali. E lei alla nonna crede, innanzitutto perché si vogliono un sacco di bene. Poi perché è la sua unica amica. E poi ancora, anche lei viene giudicata poco normale dagli altri. Magari, sottolineando che è molto arzilla per la sua età (la nonna ha settantasette anni, quasi settantotto). Per non parlare dei superpoteri della nonna, ad esempio quello di far impazzire la gente intorno a lei, quello di salvare le persone, quello di essere ancora perfettamente attiva ed efficiente quando tutto il mondo intorno crolla nella confusione più totale. Ma ciò che Elsa ama di più della nonna, è la sua capacità di raccontare favole e di portarla in regni piene di magiche creature, di coraggio e di speranza...

Bisogna lasciarsi andare per godere appieno della lettura di questo romanzo. Non pensare troppo, non stare lì a puntare il dito su cosa potrebbe essere “vero” e cosa assolutamente impossibile. Si deve accettare, ed una volta fatto, l′esperienza di lettura si amplifica e si ride e si piange come se fossimo dei bambini ai quali viene raccontata una storia. Perché il romanzo in questione è una storia dentro una storia. Una favola bella, piena di pagine che si allungano a sfiorare con tenerezza l’anima del lettore, lasciando un’energia positiva. Ecco, sì, un libro con un’energia: palpabile, fremente, vitale. Fredrick Backman, giovane scrittore svedese, aveva già conquistato i lettori italiani con il suo primo romanzo L′uomo che metteva in ordine il mondo (le due copertine, tra l′altro, si riprendono l′una con l′altra) ed anche in questo caso ci regala personaggi emozionanti che non dimenticheremo facilmente. La morale, come in ogni favola che si rispetti c′è, e va cercata nelle stranezze e bizzarrie di ogni personaggio che lo rendono unico e, per questo, speciale, almeno per qualche manciata di altre persone. Siate diversi, e fregatevene di cosa pensano gli altri, sembra urlarci ad ogni pagina la nonna di Elsa. E la prossima volta che incontriamo il vicino di casa, sorridiamogli, chiediamogli come sta, fermiamoci per due parole. Il volersi bene rende meravigliose le nostre vite.



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