Mia suocera beve

Mia suocera beve

Pensateci. Cosa fareste voi se un bel giorno, in un supermercato, mentre siete alla ricerca del vostro pesto preferito in dose da single (anche se convivete), un sedicente ingegnere informatico vi coinvolgesse in una vendetta personale? L’azione – della quale avevate già subodorato il potenziale, altamente pericoloso per inciso - prende corpo mentre siete impegnati a prendere scatole di fagioli sullo scaffale troppo alto per la vecchia bisbetica che ve lo ha chiesto imperiosamente. E in men che non si dica vi trovate: la vecchia artigliata al braccio, la vittima del sequestratore ammanettata al banco dei latticini, lo stesso sequestratore che diventa attore e regista di questo action movie mozzafiato all’amatriciana live per il pubblico sul circuito video del supermercato e, come ciliegina sulla torta, la semianalfabeta giornalista star locale, che commenta il tutto sostituendo le consonanti delle parole in un ordine completamente casuale. A cosa pensereste? Vincenzo Malinconico, avvocato, alterna la sua attiva partecipazione alla scena del crimine a profonde quanto esilaranti riflessioni sul suo matrimonio finito, sul suo nuovo rapporto amoroso vicino al capolinea, sui rapporti con ex moglie e figlia e soprattutto alle conversazioni con la ex-suocera, con cui fa interessanti conversazioni all’ombra della bottiglia di Jack Daniel’s che le ha regalato quando ha saputo che si era ammalata di cancro…

Se erano mesi che cercavate una lettura piacevole, arguta e realmente intelligente (non come tante raccolte di presunte perle di saggezza alla portata di tutti che si risolvono in banalità pre-confezionate) il libro di Diego De Silva è quello che fa per voi. Ottime scelte di linguaggio, peraltro su registri anche molto diversi tra loro, ritmo narrativo incalzante e serrato, struttura che sfrutta l’espediente del flashback con modalità quasi da serie televisiva: le riflessioni di Vincenzo, infatti, ricordano da vicino i viaggi ad occhi aperti del protagonista di Scrubs. Il tutto accompagnato da un’ironia graffiante ed educatamente beffarda e da personaggi - dai principali ai secondari - che vi conquisteranno immediatamente con le loro spiccate personalità. Un piccolo, colorato e rutilante universo in cui chiunque può riconoscere un pezzetto della propria esperienza di vita: affettiva, familiare, persino di fruizione televisiva. E, tra un sorriso e un sospiro di rassegnazione, imparare che in fondo, quello che c’è nella testa di Vincenzo faremmo bene a cercarlo attentamente anche nella nostra. Anche al supermercato, mentre aiutiamo una vecchina un po’ molesta a fare la spesa.



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