Mica facile trovare un ammazzatigri

Mica facile trovare un ammazzatigri
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Ai realizzatori di una serie televisiva cinese in costume, “Wu Song l'ammazzatigri”, giunge inaspettato il plauso di un governatore di provincia, che però muove qualche appunto su alcune scene di combattimento con tigri, secondo lui poco efficaci perché troppo evidente che non si tratta di un vero animale ma di un pupazzo. Il cast allora si dà da fare per rigirare le scene utilizzando una belva in carne e ossa: ma come farà il pur atletico e coraggioso protagonista Wang Huping ad affrontare una tigre vera? Una tranquilla coppia di provincia sta per concludere la sua luna di miele nella città di Muji quando viene presa di mira da un arrogante poliziotto che dopo un alterco surreale arresta il povero marito, il professor Chiu, con l'accusa di sabotaggio. Gli interrogatori a cui viene sottoposto gli fanno purtroppo perdere la calma, e la posizione di Chiu non fa che aggravarsi, come del resto la sua sospetta epatite. In suo soccorso viene un suo ex studente, che lavora presso uno studio legale...  Tong Guhan, responsabile del reparto imballaggi del Conservificio Est di Muji, ha assoluta necessità di mettere le mani su quel posto da vicedirettore di cui si parla da parecchio tempo per lui: la figlia si ostina a lavorare come veterinaria in uno sperduto allevamento di polli in campagna e solo un buon lavoro potrebbe riportarla là in città dai genitori, il figlio aspetta da quattro anni di sposarsi ma non può farlo senza un appartamento più grande a disposizione. Così, quando il direttore Li gli assegna la missione di recupero crediti presso una miniera di provincia, Guhan capisce che si tratta della prova del fuoco e parte senza sapere che lo attende un destino incredibile e beffardo...
Dopo il pluripremiato e splendido L'attesa (National Book Award e PEN/Faulkner Award for Fiction), lo scrittore cinese esule negli Usa Ha Jin torna con un'antologia di 12 racconti scintillanti e imperdibili. Ai consueti – ma sempre struggenti - temi dello stridente contrasto tra cultura tradizionale cinese e modernità e della condizione femminile, qui si aggiunge una forte denuncia anti-regime, che a tratti si colora di kafkiano. Sono ritratti psicologicamente e sociologicamente profondi nonostante siano realizzati con pochi colpi di pennello, densi di ironia, poetici nella loro laconicità ma tutt'altro che minimalisti nei plot, insolitamente ricchi invece di colpi di scena e trovate narrative.

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