Mickey ‒ Uomini e topo

Mickey ‒ Uomini e topo
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“Sono sicuro che non se la tira. È rimasto uno di noi. Topolino sarebbe un working class hero, se avesse un lavoro fisso. Faceva il giornalista. Ogni tanto lo fa ancora. Ce ne dimentichiamo perfino noi che scriviamo le sue storie. Noi che inventiamo la sua vita”. Topolino lo conoscono tutti, intere generazioni hanno passato l’infanzia e l’adolescenza comprando le sue avventure in edicola e poi, forse, se ne sono allontanati. Perché? Tanti pregiudizi circondano Mickey: che leggere le sue storie è una cosa da bambini, che è un personaggio troppo “perfettino”, tanto da risultare antipatico, al contrario di quel pasticcione di Paperino. Ma siamo sicuri che Topolino sia davvero così? Siamo sicuri di averlo conosciuto veramente? Qual è per esempio la sua relazione con l’acerrimo nemico Gambadilegno? Sono davvero così nemici, o forse semplicemente non possono fare a meno l’uno dell’altro? O con Pippo, l’amico che sembra incarnare l’aspetto più svampito e fantasioso che a Topolino manca?

Questi sono solo alcuni dei quesiti a cui Tito Faraci, storico sceneggiatore delle storie del topo più famoso del mondo, cerca di rispondere. Faraci si definisce “una di quelle poche persone che, da adulte, hanno realizzato il sogno che avevano da bambini”. Un sogno, una passione che emerge con forza in questo saggio-lettera aperta che si rivolge contemporaneamente ai lettori e all’oggetto della sua venerazione, Topolino, appunto. Entriamo così nella redazione del fumetto: scopriamo cosa e chi c’è dietro alla creazione di ogni storia, quali sono le cose che Topolino può fare e quelle che gli sono strettamente proibite (avete per esempio mai visto rappresentate la morte o il sesso?), come sono state concepite e messe su carta le storie più famose e ben riuscite di questo personaggio mitico, ma anche quali sono gli stili di ogni sceneggiatore. Quel che è certo è che in tutti questi anni Topolino si è circondato di amici, è diventato detective, ha una fidanzata, ha vissuto mille avventure, ma soprattutto è cresciuto senza invecchiare, visto che le sue storie sono ancora più che mai attuali. Un saggio atipico, che non segue un ordine cronologico o concettuale, ma che senza dubbio risveglierà in più di uno di noi la nostalgia e la voglia di avvicinarci di nuovo a questo personaggio che forse non conosciamo poi così tanto bene.



 

 

 

 
 
 
 

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