Microcosmi

Microcosmi

A Trieste, vicino al Giardino Pubblico, c’è lo storico Caffè San Marco. Un’arca di Noè, un rifugio per tutti: il tuttofare del vicino Tempio israelitico, i giovani irredentisti, studenti, scacchisti, turisti e coppiette, anziane signore e scrittori. Le grandi maschere sopra il bancone di legno intarsiato e i nudi nei medaglioni sulle pareti accolgono gli avventori e le loro storie. Personaggi come il Signor Palich col suo “tormentato romanzo coniugale o il Signor Crepaz e le sue donne; i proprietari del Caffè che si sono avvicendati nel tempo, gli scrittori e i loro libri… Tra le valli aspre del Friuli pedemontano, Malnisio è un paese di un migliaio di abitanti, “incastonato fra i campi di granoturco”. La fusina, la festa per le prime pannocchie, è l’occasione di tornare per coloro che ora vivono altrove. Ci sono poeti involontari tra i contadini, reduci, vedove… Il Cellina scorre poco lontano, e non lontano sono anche il paese rivale Grizzo, la Valcellina vera e propria, Andreis, Claut, Cimolais, Erto e Casso… Tra rottami di altre barche, una batela scivola nella laguna, costeggiandone gli isolotti e i casoni. I paesaggi e le memorie letterarie che si affacciano alla laguna di Grado spaziano dalle streghe e i pescatori alla Medea pasoliniana e alle liriche di Biagio Marin…

Microcosmi è una raccolta di nove lunghi racconti autonomi, dedicati ciascuno a un luogo e ai suoi personaggi, ai suoi spunti poetici, alle sue memorie letterarie. Come in un diario, le associazioni e i pensieri suscitati dai dettagli possono essere un’infinità e la narrazione si fa discontinua, ricca di divagazioni e di richiami. Oscilla tra gli estremi dell’aneddoto leggendario, la storia di famiglia e la critica letteraria. Il filo conduttore è, ovviamente, quello dell’esperienza e del vissuto del narratore; la struttura, quella di una biografia non dichiarata, che propone di volta in volta i luoghi che il narratore ha conosciuto e amato. Il caffè San Marco di Trieste, la Valcellina, la laguna di Grado, il Monte Nevoso (a metà strada tra Trieste e Fiume), la Collina intorno a Torino, le isole della Croazia, la valle di Anterselva (Antholz) in provincia di Bolzano, e alla fine di nuovo Trieste. Claudio Magris era già stato candidato al Premio Strega con Danubio nel 1987, ma è Microcosmi che lo vince nel 1997. Un libro non facile, che rifiuta la linearità per condurre in uno spazio e in un tempo complessi. Una narrazione “randagia e fluttuante, che segue un suo percorso nascosto, come la corrente di un fiume”.



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