Miden

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Miden, giorni nostri. La ragazza irrompe nella vita della compagna un mattino in apparenza qualsiasi. La compagna è incinta. Ha scelto di trasferirsi a Miden per ricongiungersi con il suo compagno, nel nome dei bellissimi ricordi vissuti insieme. Non è sicura che il loro futuro sarà altrettanto radioso, ma ormai c’è: è stata ammessa a Miden, le vicine le portano il tè per farla sentire parte della comunità, è entrata nella Commissione Fitofarmaci Naturali perché ogni abitante di Miden fa parte di una Commissione, è la regola. Il compagno insegna filosofia all’Accademia. La ragazza era una sua allieva: spiega che il compagno l’ha violentata più volte, l’ha costretta a fare certe cose che ora si vergogna a ripetere. Ma dovrà farlo, perché la Commissione Etica vorrà saperle. La ragazza precisa che a quel tempo credeva che loro due avessero una storia, credeva di amarlo, ma solo ora ha capito la verità. Sanno entrambe che il compagno rischia molto, perché a Miden non è ammesso trasgredire le regole. Se la Commissione Etica accerterà che lui è un Perpetratore, e che la ragazza è a tutti gli effetti una Subente, il compagno potrebbe addirittura essere espulso. Sta alla compagna scegliere, se avere fiducia in lui e stare al suo fianco, a costo di perdere tutto ciò che Miden le sta donando, oppure se credere ai particolari che man mano stanno emergendo dalle indagini...

Possiamo leggere questo libro in due modi: come un romanzo, ma ne risulterà una lettura mediocre e priva di spessore; oppure come un’opera in cui il romanzo è pretesto per dire altro, ed è qui che riesce al suo meglio. Tanto più per il momento storico in cui è edito. Immaginate Miden come una versione povera dell’Oceania di 1984: un luogo distopico ma apparentemente utopico, in cui vivere è davvero figo se però ci si attiene senza domande a ogni singola regola. Ce ne vuole, tuttavia, per essere Orwell. Noi Oceania la vedevamo, la percepivamo con tutti i sensi. Qui, di Miden, non vediamo assolutamente niente. Eppure il libro porta con sé uno sguardo inedito, non giudicante, che pone domande e non pontifica risposte. Come definiamo il consenso, nell’agire sessuale tra due persone? Come definiamo l’abuso e il sopruso? Quali confini, modi e tempi li delimitano? La demarcazione tra Perpetratore e Subente è sempre e comunque monolitica? Quale parola usare, per definire una scelta consapevole del passato, ma che oggi ci disgusta e che se tornassimo indietro non rifaremmo? Vale la pena leggere Miden solo per capire come ci si sente, e come portare quel sentirsi ad avere un’opinione più completa rispetto alle storie che leggiamo sui giornali, e a come nel nostro quotidiano interpretiamo e viviamo il rapporto fra i sessi, fra i corpi, fra le rispettive scelte.



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