Milano sottozero

Milano sottozero

Milano, dicembre 1978. La città si prepara al Natale imminente. Fa freddo. In un attico di via Benvenuto Cellini il corpo di una ragazza penzola da una corda fissata a una trave. Impiccata. Sembra una giornata come tante, quella del commissario Renato Negri: è domenica, si è svegliato tardi, è di buon umore e si è concesso una tappa dal bar di Nino per un paio di olive e un Campari accompagnato dalla lettura dei quotidiani. Ma non è una buona giornata: lo scopre quando il suo vice Nicola Palamara lo raggiunge per avvisarlo che è stato trovato il corpo di una ragazzina di quattordici anni che, apparentemente, si è impiccata nella sua camera: il suo nome è Anna Ferrari, figlia di un architetto e di un medico ma, soprattutto, nipote di un senatore. Il Negri non crede, però, alla tesi del suicidio. Perché una ragazzina di quell’età, appartenente a una famiglia borghese milanese, dovrebbe suicidarsi? Cosa si nasconde dietro a questa morte così tanto strana che ha scosso l’intera città? Aiutato da Palamara e dall’ispettore Tommasino Coviello, il commissario Negri indaga sul caso, seguendo quell’intuito che non lo ha mai tradito. Ma sembra che qualcuno sia interessato a chiudere velocemente la vicenda e ad archiviarla come un caso di suicidio. Il commissario ha poco tempo per fare luce su questa storia piena di ombre e, soprattutto, sembra che debba scontrarsi con qualcuno che sta molto in alto…

Milano sottozero dello scrittore milanese Oscar Logoteta è un romanzo noir che prende spunto da un triste fatto di cronaca legato ad atti di pedofilia da parte di un parroco. Siamo a Milano nel 1978, in un dicembre freddissimo e innevato e il commissario Negri, alla sua seconda indagine dopo Milano disillusa, si trova ad affrontare una vicenda oscura e dolorosa in cui tutto sembra remargli contro. Ma grazie alla sua caparbietà, al suo intuito e al lavoro dei suoi collaboratori, riuscirà a risolvere il caso e a rendere finalmente giustizia alla piccola Anna. La forza di questo romanzo risiede fondamentale in due elementi: il primo, la costruzione di un personaggio, quello del Negri, normale e ordinario. Non è un eroe ma un uomo semplice a cui piace passare del tempo al bar di Nino - che gli prepara un Negroni speciale “alla Negri”, e in cui può scambiare una chiacchiera con il compagno di bevute Beppe - ama la musica e la lettura e si concede spesso una “benamata”, l’immancabile sigaretta. Il secondo punto di forza sta nel linguaggio: Logoteta utilizza uno stile semplice e lineare con l’incursione di regionalismi lombardi che, a volte, ricordano le atmosfere create da Gadda ne L’Adalgisa. Milano sottozero si rivela, dunque, un noir completo, attento alle vicende del tempo in cui è ambientato, dalla cronaca alla politica, con un personaggio che per forza di cose attira le simpatie del lettore e lo spinge ad attenderne la prossima indagine.



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