Mirabelle, cane marinaio

Mirabelle, cane marinaio
Mirabelle è uno spinone femmina che invece di vivere sulla terraferma e andare a caccia di cinghiali, abita sull’Isola d’Elba ed è quindi ‘costretta’ a cacciare i gabbiani. Nei primi mesi di vita il cane è stato abbandonato in un bosco dell’isola ed è poi stato adottato da una famiglia che vive in barca. Ecco quindi il suo personale diario, che racconta con l’occhio di un’animale le vicissitudini dei suoi padroni. Una sequenza di esperienze atemporali (pur essendo un diario non ci sono giorni, l’unico segnatempo sono le stagioni) che vanno dalla colazione mattutina alla prima gita in barca, dallo sbarco sulla spiaggia col tender al gioco con i bambini, dalle amicizie con i vicini di barca agli spettacoli pirotecnici di fine estate, dalle esperienze con i venti avversi ai primi flirt con cani maschi…
Più che concentrarsi sulla trama, adatta forse ad un pubblico di lettori giovani, per capire il senso del libro della Mazy bisogna analizzare come viene descritta ogni singola sensazione canina. Il più piccolo particolare che agli esseri umani può risultare insignificante, per l’amico animale si trasforma in modi diversi, che coinvolgono i cinque sensi in un caleidoscopio innocente e aperto sempre alla massima fedeltà verso il cosiddetto ‘padrone’. Mirabelle, cane marinaio è quindi un pretesto per analizzare il rapporto che sussiste (o che dovrebbe sussistere) tra esseri viventi. Una delle frasi che riassumono bene questa relazione è la seguente: “L’amicizia con gli esseri umani, in fin dei conti, si nutre di poche cose. Una piccola dichiarazione fatta con il cuore, qualche carezza, e voilà, si è amici per tutta la vita. Almeno, noi cani lo siamo. Poco importano i tradimenti, le assenze, i rimproveri. Vediamo l’uomo sempre sotto la sua luce migliore. A meno di non essere vittime di un trattamento davvero crudele, un amico è e resterà sempre un amico. La fedeltà è insita nei nostri geni, siamo
stati concepiti così”. Come a dire che il cane è il simbolo di quell’armonia da ricercare in ogni nostro gesto, sia esso rivolto al nostro simile umano o a qualsiasi altro essere vivente (animale o vegetale). Un inno alla vita che, partendo dal quotidiano, in poco più di cento pagine arriva direttamente al cuore di ognuno di noi. Non solo per gli amanti dei cani. 

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