Miss Charity

Miss Charity
1875, West Brompton. Ranocchi, topolini e ricci: e fra tutti Master Peter, un coniglio eccezionale, solo un po' snob. Nella nursery londinese dei Tiddler, l'ambiente ideale in cui Cherry sperimenta e in cui l’accompagnano un pot-pourri di idee e la tata Tabitha, regna il caos. Solo l’arrivo di Mademoiselle Blanche e dei suoi acquerelli contribuiscono a dare una parvenza di ordinarietà. E mentre la più attiva partecipazione allo zoo cresce, l'ingegno sopravanza...
Marie-Aude Murail, con humour, virtù e grazia crea Cherry, una piccola Miss il cui primo grande amore è aver cura degli animali. Più la leggiamo e la ammiriamo, più constatiamo come Cherry crescendo assomigli a Beatrix Potter; non è soltanto il Peter dei suoi racconti, è il talento stesso delle sue illustrazioni. Quel che ci pare caratteristico, poi, è il valore che la forza di carattere assume in questa storia, e caratteristica ancora è la passione della giovane per le opere di Shakespeare, le pièces di Wilde e Shaw. Non manca certo in Miss Charity una visione poetica e in special modo la tendenza a manifestare l'indipendenza di un animo scientifico. Su questo terreno delle più naturalistiche scoperte, una giovane dell'Ottocento avrebbe molto da nascondere: di contro osservazioni, studi e poi disegni di funghi e bestioline allietano le giornate solitarie e assumono un rilievo "quasi sconveniente". Le fatiche non sono vane, appaiono in una luce romantica e preannunciano meraviglie, certo attraenti e bizzarre per le fantasiose abilità della Murail. Quanto alla platea delle lettrici, occorre dirlo, questo divertente romanzo che così originalmente omaggia Jane Austen e le sue incantevoli eroine, inserito in una collana di narrativa per ragazzi, può esser letto e con soddisfazione - e quasi diremmo assolutamente - da piccole e grandi.

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