Miss Little China

Miss Little China
Una indagine sulla comunità cinese in Italia che prende spunto dall’organizzazione e realizzazione di un concorso di bellezza per ragazze con gli occhi a mandorla. La competizione coinvolge giovanissime ragazze di indubbie origini cinesi che però dimostrano di trovarsi a proprio agio in un contesto di mondanità tipicamente occidentale. In questa vicenda, infatti, si distinguono - e in certi casi si contrappongo - le due anime della comunità cinese che vengono rappresentate anche da tutti i giovani e adulti intervistati nel libro e nel documentario in dvd allegato. Una è quella che già conosciamo bene, ovvero la grande vocazione imprenditoriale che si alimenta di incredibili (ai nostri occhi) sacrifici e tanta sofferenza. Qui è incarnata da Steven Lou, inventore e organizzatore del concorso di bellezza, che a soli 25 anni è già proprietario di cinque compagnie import-export fra Cina e Italia. Attraverso la voce e le parole delle stesse persone che si sono fatte avvicinare dagli autori, scopriamo, tuttavia, che non tutti, all’interno della comunità, sono disposti a trascorrere una vita di sacrificio totale. Molti giovani, infatti, la cosiddetta “Seconda Generazione”, essendo cresciuti in Italia, avendo conosciuto e sperimentato mode, trasgressioni, cultura del divertimento e del tempo libero dei giovani italiani, si stanno convincendo che la vita bisogna anche godersela, non è solo duro lavoro dal mattino alla sera. Scopriamo così come anche i cinesi – che tendiamo a identificare come un mondo a parte – siano interessati e attratti, almeno quelli più giovani, dal glamour, dall’effimero e quindi pure dai concorsi di bellezza. I giovani cinesi, alla fine, somigliano molto ai nostri: la maggior parte non è (pre)disposta a faticare come è toccato ai propri genitori, tutti desiderano conquistarsi un ampia fetta di tempo per giocare e divertirsi, per cercarsi una ragazza/o, desiderano vestirsi bene, esplorare la città e viaggiare per il mondo, tutti hanno sete di conoscenza ed esperienza. Una figura “di mezzo” è, invece, il divertente professor Lu Jiehuan – che non c’entra con il concorso di bellezza – incaricato, forte della propria esperienza, di “educare” agli usi del nostro Paese i suoi connazionali...
Miss Little China si può considerare il proseguimento de I cinesi non muoiono mai degli stessi due autori i quali, in questo caso, si avvalgono del contributo dei registi Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco, traduttori di parole in immagini. Il documentario seppur non risulti molto “avvincente”, ha il merito, imitando gli autori del saggio, di lasciare parola esclusivamente ai protagonisti e di abbattere molti dei luoghi comuni riguardanti la loro comunità. Grazie ai loro racconti, infatti, riusciamo finalmente a percepirli come degli individui, delle persone, non più come delle “macchine” o come “qualcosa di estraneo” alla nostra vita. Non sono degli autolesionisti o dei martiri della fatica; sì, faticano tanto, lavorano molto più di noi, ma perché anche loro hanno dei sogni da realizzare: far stare meglio le generazioni future e diventare il più possibile indipendenti creandosi una propria attività economica.

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