Missa Solemnis

Missa Solemnis

Il Cardinale, vecchio, stanco e appesantito dagli anni che porta sulle spalle, vive in un istituto che accoglie i prelati “in pensione” di tutto il mondo. Un posto sereno, pacifico, in grazia di Dio, in cui gli uomini che hanno dedicato la propria vita al Signore e servito la Chiesa in modo ineccepibile possono trascorrere i loro ultimi giorni, mesi o anni. Dalle finestre di questi appartamenti ogni gesuita può guardare il mondo che va avanti, pieno di quella voglia di continuare il cammino impervio che ha intrapreso. Il Cardinale passa le sue giornate così, sprofondato nella propria poltrona, a osservare la natura matrigna, di una bellezza fiorente e lontana, che vive oltre la sua finestra. Gode solo della compagnia dei propri ricordi, ricordi di un’esistenza lunga e colma di soddisfazioni ma che riserva qualche incertezza su quei misteri che sono Dio e la Sua volontà. Due giovani preti lo assistono per l’intera giornata, il suo padre spirituale gli fa visita puntualmente. La dipartita è vicina, il Cardinale riesce a sentirlo, ma non si tratta di un presagio nefasto, quanto più della naturale fine che Dio ha pianificato per lui. È così che il Cardinale decide di celebrare la sua ultima messa, la più importante, la sua Missa Solemnis. Un sorta di canto del cigno, un addio senza malinconie, recitato per un Dio che non ha mai risposto alle domande di un uomo che gli ha dedicato la propria vita…

Ferruccio Parazzoli, scrittore, saggista, editor e critico letterario, più volte finalista al Premio Strega e al Premio Campiello, curatore di collane e romanzi fondamentali del Novecento italiano, ci ha regalato una piccola perla. Missa solemnis, romanzo breve del 2017, è ben lontano dagli alti intenti stilistico-narrativi che hanno caratterizzato gran parte dei suoi lavori precedenti. È un racconto lungo. Una narrazione veloce, quindi. Nonostante la brevità, però, è allo stesso tempo un romanzo che punta in alto sul piano tematico. La trattazione di personaggi ecclesiastici non è nuova nella produzione di Parazzoli, ma in questo caso tutto ruota attorno alla figura di un cardinale. Un vecchio dall’animo pacato, ma che ha ancora in sé quella vitalità di giovane curioso che l’ha accompagnato per l’intera esistenza. Un uomo la cui persona è liberamente ispirata a quella di carlo Maria Martini, Cardinale di Milano, figura storica del capoluogo lombardo. È una sorta di resa dei conti, quella che fa Parazzoli. È la frase finale. Il punto a fine capitolo. Il capitolo a fine storia. La storia di come il romanzo di una vita finisce. Sono le battute conclusive del dialogo tra un uomo di fede e un Dio che non ha mai risposto veramente. Un uomo che in sé ha una dicotomia pericolosa e allo stesso tempo affascinante. Un binomio delicato. La coesistenza della vecchiaia del corpo e della giovinezza dell’animo. Ecco. Questo è di Missa solemnis. Un romanzo breve per il racconto di una vita lunga.



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