Momenti di trascurabile felicità

Momenti di trascurabile felicità

Ci sono dei momenti... Quando salendo all'ultimo secondo su un treno speri di trovare qualcuno seduto al tuo posto prenotato, solo per il gusto di indovinare la sua speranza di averla fatta franca prima e l'umiliazione di doversi invece allontanare poi, in cerca di un altro posto... Quando nelle serate agostane, rimasto solo, ti senti finalmente libero di perlustrare angoli reconditi della tua città, cullato da una levità d'animo quasi adolescenziale, in cerca di qualche concertino all'aperto. E lì magari incontri lei, e cominci a chiacchierare e tu le dici che son partititi tutti e lei ti confessa che anche le sue amiche son tutte in viaggio ma Roma è talmente bella ad agosto. E allora inizi a perderti dietro i suoi sguardi, i suoi sorrisi, le sue parole, e i calici di vino si susseguono e la vostra intesa sale. E iniziate a vedervi tutte le sere e la magia si ripropone, le vostre chiacchierate s'intrecciano sempre più, finché lei ti invita a cena e sul pianerottolo la brezza del primo bacio arriva a suggellare vino e spensierata freschezza. Poi un giorno lei ti chiama e ti dice che una sua amica è tornata e che sì, insomma, se non ti dispiace uscirebbe con voi e tu pensi che forse anche qualche tuo amico starà per tornare e l'estate per finire. Così, dopo averle detto che va bene, decidi, e a quell'appuntamento non vai. E poi mesi dopo la rincontri ad una festa e vi salutate come se niente fosse, e tu vorresti tanto ricordarle di quella sera quando vi siete baciati, ma sai che non potrai più farlo... Quando al supermercato sbirci i carrelli dei clienti davanti a te e cerchi d'immaginarteli nella loro intima quotidianità... Quando d'estate ti ritrovi a comprare i giornali rosa per sbirciare tette e culi delle vip di turno... Quando la tua donna capisce che nel letto ci si può abbracciare prima e dopo il risveglio, ma durante la notte ognuno deve stare dalla sua parte... Quando di notte se suona il telefono e ti chiedono se stavi dormendo tu rispondi di no anche se non è vero e non sai perché...

Questi alcuni dei momenti di trascurabile felicità appuntati con meticolosa dovizia e onestà da Francesco Piccolo (scrittore – La separazione del maschio -, sceneggiatore – Caos calmo, La prima cosa bella -, autore tv – Vieni via con me, con Fazio & Saviano),  nel suo ultimo lavoro editoriale. Un libro ironico, scanzonato, ma anche incredibilmente poetico e nostalgico. Una lettura da mezza giornata che alla fine ti lascia un senso di contrastante e inquieto imbarazzo. Sei combattuto se odiare questo grillo parlante capace di mette a nudo e in piazza i tuoi tic (chiudersi nei bagni delle case di estranei per spiarne i loro prodotti), le tue meschine debolezze (quando trovi la segreteria al telefono di un amico che sai essere in casa e capisci che non ti risponderà), quelle piccole cattiverie che credevi inconfessabili (avventarsi su l'unico posto vuoto di un autobus stracolmo e rimanere poi a guardare fuori dal finestrino fino alla fermata, per paura d'incrociare gli sguardi altrui), o semplicemente amarlo per averti regalato la possibilità di ripensare a tutti quegli infiniti break poetici, tutti quegli attimi irripetibili e fugaci (la nostalgia di rivivere il passato soltanto osservando le copertine di vecchi libri, l'attimo esatto in cui riesci a fotografare la folgorazione di una nuova conquista amorosa, la prima e l'ultima pagina di un libro), che sai non potranno tornare mai più.  E così, se è vero che la felicità non sta certo nell'infinitamente grande, il libro di Piccolo ha l'indubbio pregio di farti fermare per un po' a riflettere, a pensare, magari a compilare la tua personalissima lista di tutti quei minuscoli e all'apparenza insignificanti frammenti della giornata che se osservati nella giusta prospettiva ti accorgi essere scrigni pregni di grandi verità e forse persino preziosi indicatori del reale senso della nostra vita.

 

 

 

 
 
 
 
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