Momento musicale

Momento musicale
Negli anni precedenti all’Indipendenza israeliana, un musicista adolescente ha abbandonato lo studio del violino, del quale un tempo non poteva fare a meno, ma dopo una visita alle bizzarre zie tedesche esprime il desiderio di voler riprendere gli studi. I genitori assecondano questa sua volontà. La sua prima insegnante, Hanina, ne scopre le potenzialità e consiglia al ragazzo di proseguire i suoi studi al Conservatorio, ma quel luogo meno familiare e più frequentato gli diventa ostile e turba il suo fragile animo, tanto che dopo aver ascoltato “Follia” di Corelli durante il saggio di fine anno tenuto da un suo compagno e da una pianista decide di abbandonare nuovamente per poi riprendere una volta scoperto di aver dimenticato completamente le note di “Momento musicale” di Schubert… Un gruppo di reclute, alle soglie della guerra civile, sono costretti a piantare un campo di eucalipti per nascondere il territorio ai nemici. Nel corso del lavoro scoppieranno recriminazioni, amicizie, inimicizie, dolori e le inquietudini di un mondo in bilico…
Momento musicale è un volume bellissimo e intenso composto da due racconti lunghi scritti da Yehoshua Kenaz, uno degli autori israeliani più importanti del Novecento, originariamente pubblicati nel 1980. Un autore complesso sia per temi che per stile che riesce a costruire il perfetto equilibrio fra l’universalità dei sentimenti ("La musica sarà sempre una consolazione per i tuoi dispiaceri") e la specificità della cultura di appartenenza, quella ebraica, che trova riscontro in primis nel doppio registro drammatico e ironico e poi nelle sfumature interiori dei personaggi, in particolare maschili, infine nella caratterizzazione dei personaggi minori, ritratti con brevi ma efficaci elementi. La struttura narrativa è forte, compatta nel linguaggio, rigorosa nella forma, lo sfondo storico e sociale è invece debitore della tradizione di Abraham Yehoshua e Isaac B. Singer. In particolare, Kenaz è autore che sa narrare le sfumature, le inquietudini e le ribellioni della giovinezza che in quel contesto acquisiscono una densità che va al di là del semplice disagio, si intreccia con la politica, con la Storia e ne fa il ritratto di una generazione mutilata, non solo nel corpo, ma anche nella mente. Un semplice violino o un campo di eucalipti sono gli emblemi della memoria di un popolo, la ciclicità del dolore, l’incapacità degli adulti di comprendere giovani le cui generazioni vengono abbandonate al flusso violento di una guerra fratricida.

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