Monoceros

Monoceros
Bettie’s Bag Boutique, Canada. La Ragazza degli Unicorni aspetta di pagare la sua nuova borsa con gli unicorni. Il pensiero di Patrick Furey l’accompagna fin da quando quel giorno si è seduta al banco di scuola. Il motivo per cui quel giorno non sia andato a lezione e la probabilità che sia morto sono solo alcuni dei dubbi che assillano Faraday. Forse è stata l’ultima a vederlo in vita. Si sta chiedendo quanti giorni le restino da vivere, e immaginare di tenere in grembo un unicorno come compagno di vita per la prima volta non la calma. Non si sarebbe mantenuta pura. Se fosse stato miracoloso gli avrebbe donato la sua verginità. Ma era gay. Se avesse saputo che presto sarebbe morto «gli avrebbe detto che presto gli unicorni sarebbero arrivati a salvarli tutti»…
Se l’amore non osa pronunciare il suo nome (Oscar Wilde docet), la percezione della fine può fagocitare una vita; una miriade di gioie, allora, di giorno in giorno più infelici perché frustrate, abbandona l’animo delicato e ormai ferito di chi intravede il pericolo del crudo abbandono. Questa però è una storia, solo una storia. Di chimere che salvano e di forze distruttrici. Suzette Mayr, che ha scelto di narrare la responsabilità del darsi la morte, i sogni e le paure dei giovani Patrick e Ginger, Petra e Faraday, priva di qualsiasi alibi i diacessettenni di Monoceros. Le strane fantasticherie di Faraday, gli unicorni, possono ammortizzare la spietata durezza delle giornate ma non il suicidio di Patrick Furey. Così la bellicosità e fierezza di Petra e la doppiezza di Ginger. Questi giovani, allievi di una scuola canadese cattolica, hanno una forte percezione dell’irrealtà. Constatano la delusione degli affetti e riflettono sul perché non siano realmente felici e sul loro incerto equilibro alterato da un pauroso crollo di certezze. Le esperienze narrate, il racconto delle singole vicende personali congiunte al suicidio del compagno di scuola Patrick - amico incompreso, amante e nemico - si lega al tempo stesso ai problemi degli adulti, tra i quali in primissimo piano la difficile relazione gay del preside della scuola Max e dell’assistente scolastico Walter. La Mayer racconta difatti l’omofobia e approfondisce sotto diversi aspetti le paure del coming out e lo smarrimento del nascondersi e negarsi, ma anche la consapevolezza delle scelte e l’autenticità dei sentimenti. Questo è un romanzo di grandissima sensibilità. Gli stati d’animo e le situazioni emotive create dall’autrice scrolleranno perfino i lettori più cinici, garantito. 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER