Morte di mezza estate

Morte di mezza estate
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Spiaggia di A., estremità meridionale della penisola di Izu. Tomoko sta schiacciando tranquilla il suo sonnellino pomeridiano nella camera dell’albergo che ha scelto per una breve vacanza. I suoi tre figli Kiyoo, Katsuo e Keiko giocano in riva al mare assistiti dalla cognata Yasue. Nessuno di loro può immaginare la tragedia che sta per abbattersi sull’intera famiglia... Kenzō e Kiyoko sono marito e moglie. Giovani, belli e decisi a pianificare la propria vita secondo tappe ben prestabilite... Ventotto febbraio 1936. Il tenente Shinji Takeyama del Gruppo Trasporti Konoe, indignato e turbato per aver saputo che presto parte delle truppe imperiali scenderanno a combattere accanto agli insorti, si uccide secondo il cerimoniale seppuku aprendosi la pancia. Sua moglie Reiko ne segue l’esempio pugnalandosi a morte...

Inquietanti, crude, le storie portate in scena da Mishima angosciano per le atmosfere cupe che si respirano e per le ossessioni ricorrenti – prima fra tutte quella della morte, ma anche l'amore per le tradizioni giapponesi (difficilmente comprensibili da noi occidentali) e l’esasperazione del culto della bellezza e della perfezione del corpo – che scandiscono i ritmi della narrazione. Lo stile è impeccabile, ricercato e il rischio di perdersi nei meandri della psiche di alcuni personaggi o nelle infinite descrizioni c'è. Eppure la sensazione di leggere qualcosa di sublime, qualcosa di inafferrabile, fa superare ogni difficoltà iniziale fino ad illuderti di riuscire a comprendere quello che è stato senza dubbio un genio. Tra i racconti profetico Patriottismo, che anticipa letterariamente il suicidio rituale che Mishima compì il 25 novembre 1970, e testimonia quanto l’autore abbia pianificato per anni la propria fine.



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