Morte di un pensionato

Morte di un pensionato
Pavel Galachov è un settantasettenne professore universitario in pensione, autore di numerosi saggi scientifici. Ed è un reietto. La sua “inutilità” sociale come anziano lo relega ai margini della società civile. Titolare di una modestissima pensione da cui sottrarre le spese mediche per il mantenimento del vegliardo padre, riesce a fatica a provvedere al suo sostentamento e a mantenere l’appartamento di tre stanze che occupa, troppo spazioso per lui solo ma pieno di libri e di ricordi, punto di riferimento per il ritorno della sua compagna. Daša si è recata in ospedale per un’operazione non complicata e non è mai più rincasata. Abbandonato dalla scomparsa, con un figlio manager troppo impegnato e una figlia accasata all’estero, Pavel ha smarrito anche la cagnetta randagia che aveva adottato, sua unica compagnia. In preda alla solitudine e alla decadenza del suo corpo non riesce ad alzarsi dal letto, ma la sua mente vaga e medita sulla società, la vita e la morte…
Morte di un pensionato è un racconto breve e conciso, di una crudezza franca e disarmante. L’opera, forte della distanza raggiunta dall’autore attraverso l’utilizzo della terza persona e del tempo passato, presenta un quadro generale in cui i moralismi sono accantonati a beneficio di un vivido realismo. Questa scelta stilistica produce l’effetto coercitivo di costringere il lettore alla riflessione sulla società odierna e sul ruolo che essa riserva agli anziani, non più detentori di saggezza ma ostacolo stantio alla  crescita moderna. Merito del filosofo-scrittore è quello di far balzare agli occhi l’ovvio: il disinteresse e l’abbandono verso chi ci sta intorno, in nome di autoaffermazione e successo, ci rendono complici di una condanna alla solitudine e della conseguente deriva del corpo e della mente. Circondato da benestanti poveri di spirito e ricchezze morali, l’ex professore passa al vaglio la realtà i cui elementi si frappongono a quelli onirici, mescolandosi a essi e confondendosi con gli stessi. L’effetto è quello di ingigantire i sensi di colpa e le farneticanti fantasie dell’anziano. Mentre si attende l’inevitabile conclusione è altrettanto ineluttabile interrogarsi sul significato della sofferenza di chi si trova da solo ad affrontare la morte e se la realtà sia un incubo peggiore.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER