Morte di uno spagnolo all'Avana

Morte di uno spagnolo all'Avana
Pio Ponce de Leon è un dirigente d’azienda spagnolo, divorziato e ormai sessantenne. L’azienda lo manda nella filiale di Cuba per dare una sistemata al caos imperante, e lui vi si reca immergendosi subito nell’atmosfera chiassosa e a tratti degradante de L’Avana. Una sera passeggiando per le vie della città Pio incontra una ragazzina bella e povera che per sbarcare il lunario vende bambole di pezza ai turisti, Maricari. Vive in miseria e abita con la madre, una donna arrogante ed autoritaria chiamata la Comandona. Pio si innamora quasi all’istante della bella cubana, ma sebbene la madre non faccia che spingerla tra le braccia di Pio, Maricari è riluttante a concedersi all’uomo, non riconoscendosi nell’abitudine molto cubana di accasarsi con i ricchi stranieri pur di sistemarsi e di mantenere la famiglia. Così Maricari decide di rivolgersi ad una santera molto stimata, Mercedes, per decidere come comportarsi col proprio spasimante. Pio riempie Maricari di attenzioni e gentilezze, la Comandona preme incessantemente sulla figlia perché si sposi il ricco spagnolo, e Mercedes si rivela in realtà essere un impostore, un bellissimo travestito il cui vero nome è Teofilo. Insomma, lui ama lei che però ama un altro il quale la ricambia ma non è esattamente un lui, e neanche una lei…il solito triangolo amoroso. E come potrebbe essere diversamente, a Cuba? Senonché la storia si tinge di noir proprio quando Maricari e Teofilo si abbandonano infine al loro amore...
Morte di uno spagnolo all’avana si può sinteticamente definire un labirinto amoroso arricchito da identità sessuali vaghe e un po’ di sana poesia, con qualche sprazzo di colore sullo sfondo, e continui omaggi a Velazquez. Oppure si può definire un romanzo altalenante, dove non riesci a smettere di odiare ed amare i personaggi in preda ad una strana schizofrenia affettiva. Maricari non puoi odiarla. Bella, piccoletta, bionda, ingenua. Una poveraccia in canna. La quintessenza della miseria e dell’arte di arrangiarsi all’Avana, dove finisci per vendere mediocri bambole di pezza al mercato pur di tirare a campare. E poi non puoi odiarla perché già odi sua madre, la Comandona, matrona disgustosamente cinica che venderebbe sua figlia al miglior viscido offerente pur di portare a casa qualche soldo, che guarda con invidia alle altre, vicine di casa e conoscenti, che hanno saputo usare avvenenza o furbizia ed uscire dalla povertà, mentre sua figlia, quella maledetta, è troppo onesta. Troppo onesta per essere così povera. O troppo povera per essere così onesta. E poi Pio, che risponde perfettamente al clichè dell’europeo con i soldi che fa il signore all’estero e non disdegna di cercare un po’di gaudio per i suoi occhi vecchi ma in fondo non troppo. Alla fine ti fa anche un po’ pena, volendo. E’ seriamente innamorato della semplicità e della umile bellezza di Maricari, e i suoi progetti di matrimonio nascono da buoni propositi, non solo carità cristiana, ma sincero sentimento. Il variopinto quadro umano si conclude con Mercedes (o Teofilo), un misto di ostentazione e superstizione, una specie di circo divertente ed eccentrico, cui dai solo due dimensioni salvo poi renderti conto all’improvviso che ce n’è una terza, e allora vedere la figura da tutt’altra prospettiva. Il tocco di noir è l’elemento finale che movimenta una storia ben costruita e ben servita da un sapiente e romantico mix di prosa e poesia, con qualche verso superstizioso nello sfondo, dialoghi vivaci e bei richiami visivi. La parabola inizia la sua discesa e Dovalpage riesce nell’intento di farti sembrare pazzo: Maricari non è più così innocente, la Comandona Concepcion non è l’unica cinica della situazione, Pio finisce per risultare ridicolo all’inverosimile, Teofilo è uomo, profondamente uomo, e non più donna, e l’intreccio degenera in un vortice dove nessuno è più personaggio pulito ed innocente, ma tutti sono un po’ complici della tragedia annunciata. Tutti macchiati dall’inevitabile fatica di stare al mondo a Cuba.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER