Mr. Sebastian e l’ombra del diavolo

Mr. Sebastian e l’ombra del diavolo
Venghino signori, venghino! Correte ad ascoltare una storia “esagerata e straordinaria, impossibile da credere”, quella del più grande mago mai esistito sulla faccia della Terra: Henry, l’Illusionista Nero! Lasciatevi sedurre dalle sue peripezie, abbandonatevi al fascino del suo destino infelice e maledetto. Sappiate, per prima cosa, che Henry era nero quanto è leggero un elefante, insomma, non lo era affatto. La sua pelle era bianca, almeno in origine. Poi venne la cura a base di melanina e le lampade, un processo inverso a quello che, molti e molti anni dopo, avrebbe sperimentato Michael Jackson: è così che il pallido bambino reso indigente dal crack del 1929 si trasformò in Bakari, l’illusionista congolese. Fu un’idea di Tom Hailey, di professione impresario. Il pubblico voleva maghi di colore? Benissimo, sarebbe stato accontentato. Ma Henry non era un semplice prestigiatore di talento, perché la sua magia non era affatto un’illusione: era vera – proprio così, vera. Non aveva bisogno di trucchi, specchi e tutto l’armamentario degli altri maghi, no, a lui era bastato un patto di sangue… col diavolo in persona, probabilmente. Non vi spaventate, signori e signori, siate coraggiosi, ascoltate fino in fondo. Vi racconterò di Mr. Sebastian, il misterioso occupante della stanza 207, della sua pelle lunare e dei suoi occhi inquietanti, e di come sparì, trascinando con sé l’amatissima sorella di Henry. La portò all’inferno con sé? Mistero! Certo è che a Henry le cose andarono maluccio. A un certo punto si ritrovò senza poteri, e fu raccattato da tal Jeremiah Mosgrove, proprietario di un bislacco circo di fenomeni da baraccone. Fu così che il suo viso scuro – grazie a del lucido da scarpe – attirò l’attenzione di un gruppetto di balordi simpatizzanti del Ku Klux Klan…
Magica e spietata, gotica e poetica, spaventosa e commovente: la storia di Henry Walker – mago dannato (dal diavolo o semplicemente da se stesso) e infelice, anima in pena divorata dall’odio e dal rimorso – è una favola per adulti affascinante e crudele come il circo freak di Jeremiah Mosgrove, pieno di esseri deformi che nella loro solitaria diversità sembrano incarnare metafore e insegnamenti esistenziali. Una storia frammentata e frammentaria, ricostruita sommando più “voci” e versioni, punti di vista diversi e mai coincidenti del tutto, come a dire che la verità non esiste, ce ne sono tante, infinite, e anche a metterle insieme non se ne otterrà che una provvisoria, parziale, piena di buchi e punti di domanda. Il fatto è che una schiera di fantasmi danza tra i nostri occhi e il mondo, e l’unica speranza è che siano abbastanza eterei da lasciarcelo vedere senza deformarlo troppo, abbastanza placati da non impedirci di viverlo davvero. Un cuore malinconico e sanguinante al centro di un girotondo fantastico virato al nero: quasi scontato che Mr. Sebastian e l’ombra del diavolo fosse opzionato da Tim Burton per il suo prossimo film (e scommettiamo che ci sarà Helena Bonham Carter a interpretare Marianne La Fleur, la spettrale assistente di Henry?). Una collaborazione, questa tra il regista e lo scrittore, iniziata già ai tempi di "Big Fish", pellicola tratta dall’omonimo romanzo di Wallace. È proprio vero: Dio li fa, poi li accoppia. Noi non possiamo che rallegrarci di un tale, riuscito, 'matrimonio', e aspettare con gioia il momento in cui Henry l’illusionista ci incanterà e commuoverà anche dallo schermo illuminato di una sala buia.

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