Mrs Bridge

Mrs Bridge
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Una sera d’estate India conosce un giovane avvocato di nome Walter Bridge, lo sposa e si trasferisce con lui a Kansas City, dove ha deciso di aprire il suo studio. Dopo tre anni arriva il primo figlio, una bambina che chiamano Ruth. Due anni dopo viene alla luce Carolyn. Due anni dopo ancora nasce Douglas, e finalmente arriva il maschietto. Mrs Bridge alleva i figli nel modo in cui è cresciuta, sperando che si facciano notare per le buone maniere, l’indole amabile e l’igiene, qualità a cui lei stessa dà la massima importanza. Nel frattempo Mr Bridge, il miglior avvocato in circolazione, continua ad andare in studio la mattina molto presto e sovente ci rimane fino a tarda notte. Così India diventa Mrs Bridge e i giorni passano, e i mesi e gli anni e le sembra che tutto vada bene, nessun dubbio o preoccupazione. Ma ogni tanto, nel cuore della notte, sente nascere dentro di lei un sentimento di inquietudine, come un presagio di lunghi anni a venire senza la certezza che desideri e aspettative possano coincidere davvero…

“Alcune persone scivolano sulla superficie dell'esistenza per poi scendere discretamente e serenamente nella tomba, ignare fino all'ultimo della vita, di tutto ciò che essa può offrire, da loro neppure intravisto...”: da sola questa frase vale tutto il libro. Ne racchiude il cuore e l’essenza. Mrs Bridge è una donna dell’alta borghesia di Kansas City che adempie scrupolosamente al proprio ruolo: moglie di un avvocato di successo e madre di tre figli che vediamo crescere insieme a lei anno dopo anno fino all’età adulta. In appena duecento pagine suddivise in 117 capitoli Evan S. Connell ci fa entrare nel mondo di una donna normale, poco ambiziosa, i cui orizzonti iniziano e finiscono all’interno del focolare domestico. Una vita immobile, che scorre senza fare rumore perché alzare la voce è sinonimo di maleducazione. Dove i giorni e le ore non sono mai pienamente vissuti, i sentimenti solo sfiorati e appena percepiti. Mrs Bridge fa parte di quella letteratura antieroica americana già raccontata da capolavori come Stoner di John Williams, Revolutionary Road di Richard Yates o Pastorale americana di Philip Roth. È come se in questi libri si tentasse di esorcizzare il grande sogno americano: ottenuto ciò che si desidera, il benessere, una certa posizione sociale che dovrebbe garantire stabilità e quindi felicità, tutti i personaggi si rendono conto in realtà di non avere vissuto, di aver preferito “scivolare sulla superficie dell'esistenza”. Il trionfo sociale di una società tanto invidiata mostra così il proprio lato oscuro rischiando di essere solo apparenza.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER