Mrs. Caliban

Di mattina la conversazione tra Fred e Dorothy Caliban segue un copione ormai prestabilito: lei gli passa il giornale, anche se deve ancora finire di leggerlo, se piove gli prepara l’ombrello, gli chiede se la macchina funziona bene o se si sente ancora quel rumorino. Lei si presta a tale recita perché lui sembra aspettarsela prima di recarsi in ufficio, soprattutto in quelle giornate che si prospettano faticose. Il loro botta e risposta sulle sciocchezze quotidiane e sui preparativi per la giornata sembra in qualche modo rassicurare Fred. Quanto a Dorothy... è un altro paio di maniche. Oramai è quasi in uno stato di rassegnazione riguardo alla sua vita. Talmente rassegnata a questa routine priva di qualsiasi impulso passionale e di amore, da essere forse depressa? Potrebbe essere depressione, sì, altrimenti non sentirebbe la radio parlarle. Perché la radio ogni tanto le dice alcune cose: o meglio, Dorothy crede che quel che sente trasmettere siano parole rivolte proprio a lei e non capisce quindi se quanto ascolta possa essere sentito anche da altri o se si deve arrendere al fatto di essere vittima di allucinazioni uditive. D’altra parte la sua vita si riduce a fare il letto, passare l’aspirapolvere, fare la spesa e preparare la cena per Fred che quasi sicuramente farà tardi e che quasi sicuramente se la starà spassando con la segretaria...

Mrs. Caliban è un breve romanzo dalla storia davvero particolare: edito per la prima volta nel 1982 non ebbe nell’immediato un successo clamoroso ma, solo pochi anni dopo, il British Book Marketing Council lo inserì tra i 20 romanzi americani più importanti del dopoguerra. È stato quindi una sorta di ripescaggio ciò che ha permesso oggi alla casa editrice Nottetempo di rendere nota anche da noi l’opera della Ingalls. Quello che poi sicuramente ha dato vigore e popolarità alla novella è stato il successo mondiale del film The shape of water di Guillermo del Toro (vincitore del Leon d’oro come miglior film a Venezia e di quattro premi Oscar ‒ miglior film, miglior regista, migliore scenografia e migliore colonna sonora), dalla trama similare. Niente male per una storia d’amore fra una ragazza e un anfibio anche se, va detto, le due storie sono tra loro differenti e non si può parlare di trasposizione cinematografica. Un romanzo curioso, una sorta di fiaba moderna, ridotta all’osso, senza fronzoli, ben curata e con una mescolanza fra elementi tipici e realistici della società americana nella quale le incursioni del fantastico (l’uomo anfibio) non destano scalpore, ricalcando percorsi che oggi definiremmo new weird. Super adatto a chi ama lasciarsi trasportare dalla storia in sé, anche se non ha alcuna attinenza con la realtà, sconsigliato a chi ama i romanzi psicologici, introspettivi e a coloro che ricercano nei libri uno specchio oggettivo della propria quotidianità.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER