Musica di merda

Musica di merda
Vi ricordate quando in Titanic la Winslet balla con Di Caprio sulle note di “My Heart Will Go On”? Sia che vi faccia venire i conati di vomito sia che sia la vostra scena preferita di sempre, non potete non associare quel pezzo a Céline Dion. Se la cantante canadese vi lascia indifferenti, dopo aver letto questo libro non ne potrete fare più a meno. Fare critica pop senza essere troppo vicini all’accademia o - al polo opposto - al cazzeggio, è difficilissimo. Di Lester Bangs o di Simon Reynolds (due dei critici rock più famosi della storia) non ne nascono tanti, ma questo saggio fa eccezione e potrebbe essere iscritto al club dei grandi classici della storia della critica musicale tout court…
Il giornalista di Slate Carl Wilson si mette ad analizzare per la mitica collana dell’editore americano Continuum 33 ⅓ l’album di Céline Dion “Let’s Talk About Love”, che contiene il suddetto singolo. È come se da noi Umberto Eco si mettesse a parlare di Al Bano o di Gigi D’Agostino. Ma badate bene, non per distruggerli, ma per capire il perché possano essere amati da una certa categoria di persone. L’autore fa un esperimento su se stesso e si costringe a capire se quel disco con quella canzone mielosa e insopportabile “faccia schifo” o meno. In prima battuta inizia a criticare la cantante, poi man mano che inserisce argomentazioni sociologiche sulla canadesità o sul sentimentalismo nella musica pop, cambia idea e inizia a prenderne le difese, o per lo meno a costruire un impianto di critica estetica che possa descrivere questo odio amore verso lo schmalz. Musica di merda è un’opera che tira in ballo Bourdieu, Kant, la sociologia contemporanea, il razzismo culturale e tonnellate di intelligenza dispensata con uno stile sopraffino. Da leggere e rileggere.

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