Musica leggera

Il ragazzo vive in una provincia di capannoni industriali, alberi spogli, bar affollati in pausa pranzo, nuvole scure, pioggia battente - a volte persino neve. Fa l'apprendista da un falegname, Claudio, che lo tratta molto duramente e sembra ogni giorno più ubriaco di un rancore che assomiglia molto a un dolore. La mattina il ragazzo si alza presto per andare al lavoro e annusa per casa le tracce della madre, che esce addirittura all'alba per tirare avanti - caffè, sigarette, il lieve profumo della pelle di lei. Le tracce del padre invece le ricorda soltanto, non le vede più: perché il padre è morto da poco in un maledetto incidente stradale. Qualcuno gli ha invaso la carreggiata in curva e l'ha sbalzato fuori strada, fuggendo senza prestargli soccorso. Oltre che ai ricordi, il ragazzo sa pensare solo a due cose: a quanto è bella la ragazzina che ha visto scendere da una corriera tornando da scuola e che ora non gli va via dalla testa, e a quella enorme costruzione scura ai margini della strada che sembra un bunker abbandonato, in disuso da anni, e nessuno sa a cosa serva. Da quella strada il ragazzo ci passa e ripassa in motorino andando e tornando dalla falegnameria, attraversando giornate grigie, umide di aggressività repressa, che finiscono a tavola assieme alla madre bella e infelice, a masticare rimpianti. Poi il giorno del suo compleanno il ragazzo riceve in regalo la macchina fotografica che è stata del padre, e il suo dolore si fa forse ancora più struggente...

Daniele Garbuglia è un miniaturista, un esploratore dell'infinitamente piccolo, uno che racconta i movimenti dei minuscoli ingranaggi che - nascosti sotto l'apparenza delle cose - determinano il moto degli eventi e delle emozioni. Se nello scintillante Home che ne ha rivelato il talento di narratore sul vetrino del microscopio erano le dinamiche di coppia/e, qui tocca al rapporto tra genitori e figli, all'adolescenza, alla morte. Tre temi-cardine dell'esistenza umana che lo scrittore marchigiano affronta con il suo stile stilizzato e minimalista, da cronista di impercettibili ma al contempo tellurici movimenti dell'anima. Il setting è l'arma in più del romanzo: una provincia industriale italiana che potrebbe essere ovunque (da Roma in su, s'intende) e che quindi è più un luogo dell'anima che non un'ambientazione da plot neorealista, per quanto non manchi una coloritura sociale nella storia del giovane e anonimo protagonista. Raffinato, pieno di simboli, commovente (anche se il colpo di scena finale è ampiamente prevedibile), Musica leggera rappresenta una importante conferma per uno degli autori più sottovalutati del panorama letterario italiano.



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