Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso

Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso
Nei primi anni Sessanta, in un'Italia all’alba del suo prodigioso boom economico, la rivista “Storia Illustrata” pubblica sulle sue pagine, attraverso le parole dell'intervistato Alfonso Nisi, una rivelazione piuttosto sconcertante che comunque passa praticamente inosservata presso l'opinione pubblica. La rivista lascia intendere neanche tanto velatamente come il servizio di sicurezza e sorveglianza per Mussolini prigioniero a Campo Imperatore non fosse stato proprio impeccabile, e – badate bene - volontariamente. Le giornate tra il 28 agosto e il 12 settembre 1943 sul Gran Sasso furono giornate parecchio convulse, che hanno lasciato parecchi interrogativi aperti così come numerosi strascichi anche a livello giudiziario. Sembra proprio infatti che il Duce, nella sua condizione di prigioniero, potesse sostanzialmente fare ciò che più gli pareva: ricevere persone, passeggiare liberamente e perfino inviare messaggi segreti. Nel momento poi del blitz dei paracadutisti tedeschi, nessuno degli italiani oppose alcuna resistenza, non fu sparato nemmeno un colpo. Mussolini avrebbe dovuto essere consegnato agli anglo-americani da Badoglio ma nessuno lo fece mai, gli furono preparate invece molteplici vie di fuga sicure presso rifugi gestiti dall'Aeronautica Militare...
Vincenzo Di Michele, con la sagacia e l'ostinazione del segugio di professione, ancora una volta fa luce su uno degli episodi meno limpidi della storia d'Italia. Le testimonianze inedite presenti in questo volume molto interessante, compresa quella del pastorello Quinto Cortellini che riuscì a osservare in toto l'operazione di liberazione del Duce da parte degli uomini di Kurt Student, corroborano ciò che per molti non è mai stata solo un'impressione: Mussolini non è mai stato realmente prigioniero al Gran Sasso. Una storia completamente da riscrivere insomma, in cui eroismo dei tedeschi e efficienza degli italiani non sono altro che ruoli in una commedia ben progettata e diretta. Il libro contiene anche un'analisi precisa e ponderata da parte di Alvise Valsecchi sul dimensionamento storico dell'intervento delle forze tedesche.

 

 

 

 
 
 
 
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