Napoli criminale

Napoli criminale
Mezzo secolo di delitti, sangue e orrori: dal delitto d'onore alla pedofilia, dalle violenze sessuali alle nefandezze della camorra, responsabile a oggi nella sua lunga e sanguinosa storia di qualcosa come 3723 vittime accertate. Pupetta Maresca, la "ragazza con la pistola", il Mostro di via Caravaggio, Raffaele Cutolo e il suo manageriale impero del terrore, l'assassinio del giornalista Giancarlo Siani, il rapimento di Ciro Cirillo e gli oscuri intrecci tra brigatisti, criminalità organizzata e Democrazia Cristiana, il martirio di Maurizio Estate, il ragazzino ucciso da un poliziotto-Rambo ad un posto di blocco, il promotore finanziario che voleva murare viva una donna...
Scrivere un libro che accosti Napoli alla criminalità evitando di inabissarsi in un oceano ruggente di luoghi comuni è già di per sé un'impresa titanica, un'impresa nella quale Bruno De Stefano, giornalista made in Somma Vesuviana, riesce in pieno. Ed è già tanto. Niente digressioni né licenze poetiche, niente esperimenti stilistici o concessioni diciamo così 'letterarie': solo cronaca snocciolata con chiarezza, semplicità, sintesi, quasi spietatezza a tratti. Ma senza reticenze: "Napoli è il sole, la pizza, il mandolino.", spiega De Stefano. "Ma è anche, se non soprattutto, criminalità. E raccontare la realtà, seppure cruda e sgradevole, è sempre meglio che nasconderla". Non possiamo che sottoscrivere. E abbandonarci con più di un brivido a una cavalcata impetuosa e inquietante attraverso decenni di morte e violenza co 'a pummarola 'ngoppa.

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