Napoli mia – L’anima della città raccontata da Bellavista

Napoli mia – L’anima della città raccontata da Bellavista

Capita o è capitato a tutti, in occasione vuoi di un trasloco vuoi di un riordino delle stanze di casa, di metter mano a scatole che stanno lì da tempo immemore e trovarci dentro vecchie foto, scattate, sviluppate e poi riposte come ricordi o in attesa di decidere cosa farne. Se sei Luciano De Crescenzo può essere che ti venga voglia di metterci accanto delle parole e farci poi un libro. Napoli mia nasce così. In realtà, De Crescenzo propose un libro fotografico all’editore nei lontani anni ’70, sembra però che i libri di sole foto non vendessero mentre c’erano buone prospettive su dei racconti che vedessero protagonista la città. Nacque Così parlò Bellavista, libro ormai mitologico da cui è stata tratta poi la sceneggiatura del film che tutti conosciamo. Dopo molti anni, la sorte dei libri fotografici è cambiata ed ecco che Mondadori ci propone questo libro. Si apre con lunghi brani tratti dall’illustre “predecessore”: dire quali siano i più divertenti non si può, gli episodi narrati lo sono tutti. Introducono o accompagnano in qualche modo la visione delle foto, rigorosamente in bianco e nero, scattate probabilmente negli anni ’60, lo stesso autore non ricorda bene quando. Foto che ritraggono scene consuete di vita, banchetti di merce insegne e gente intenta a occuparsi del quotidiano. Altri incisi sono tratte da Storia della filosofia, altro libro di De Crescenzo che ha avvicinato a questa nobile scienza, moltissime persone che hanno trovato i più alti concetti filosofici, resi alla portata di tutti, spesso grazie ad aneddoti che raccontano quel mondo a sé stante che era e probabilmente è Napoli…

I libri fotografici piacciono o non piacciono. Questo è una via di mezzo, le foto sono tutte senza indicazioni di dove siano state scattate, una scelta ben precisa dell’autore, per lasciare che ognuno si lasci trasportare dalle immagini, vada dove lo portano il cuore o la fantasia. Qualche pagina di foto e qualche testo in qualche modo connesso tratto da altri libri di Luciano De Crescenzo (è comunque indicata la bibliografia completa): Napoli ne esce ancora una volta come uno dei posti più conosciuti e ciononostante più misteriosi del mondo. Sembra non essere cambiata mai da quando nacque come Partenope, nonostante Gomorra, nonostante chiunque ci sia stato almeno una volta si renda conto che è una città moderna internazionale piena di fermento culturale, mantiene in sé quei personaggi che ormai sono entrati quasi nella mitologia. A Napoli non si trovano (tranne pochi casi), gli accattoni, i clochard che sono ormai parte del panorama di qualsiasi città, a Napoli un atavico istinto di sopravvivenza fa sì che chi non può si arrabatti come può ma sempre mantenendo un savoir faire che negli altri posti non si trova. Mentre lo sfogli per guardare le foto, o lo leggi sorridendo, può succedere di avere una specie di déjà-vu: perché alla fine di Napoli si dice tanto ed è stato detto tutto, ma è tutto vero, inesorabilmente.



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