Natale in piazza Duomo

Natale in piazza Duomo

Un uomo esce dall’hospice in cui la moglie si sta spegnendo e guardando la gente che si affolla verso la chiesa per la messa di mezzanotte riflette su come la sua vita - apparentemente perfetta fino al momento in cui la moglie si è ammalata - sia in realtà stata un disastro., salvo concludere che nessuno alla fine è pulito, tantomeno quelli che stanno andando a messa... Vigilia è una parola che significa attesa, il giorno prima di un avvenimento importante, ma come diceva Gaber, “la solitudine non è mica una follia, un uomo solo è sempre in buona compagnia” e solo trascorre la vigilia di Natale un uomo fra i 50  i 60, milanese benestante, solo per scelta, che ritrova – ammesso e non concesso che l’avesse perduta – una sorta di serenità dopo aver guardato un gruppo di ragazzini fare acrobazie sullo skateboard standosene in disparte, per poi andarsene quando le vetrate del Duomo si illuminano per la messa di mezzanotte… Un diario, il diario di un ex Gesù Bambino nel presepe vivente, cresciuto nell’amore assoluto della madre e nella povertà di un paesino siciliano, riscattando la sua vita poco a poco, in guerra, lavorando venti ore al giorno, crescendo i figli e perdendoli… E una leggenda metropolitana, una casa a disposizione di chi prenda la chiave da un platano di via Anelli, fino al mattino di Santo Stefano, e un uomo, anche lui solo, che senza quasi volerlo si lascia portare dai piedi fino a quel platano, fino a quella chiave… 
Nove racconti di Natale, legati da un filo sottile che rasenta il Natale senza farlo diventare il filo portante, Racconti in cui la vera protagonista è la solitudine. In alcuni vissuta come una condizione naturale, addirittura ricercata quasi fosse una specie di bolla protettiva, una nicchia da cui guardare il mondo, il cui bisogno si acuisce nel periodo delle feste natalizie, in cui la stragrande maggioranza della gente cerca il modo di riunirsi con la famiglia, con i parenti, con gli amici. In questa raccolta sono protagonisti invece personaggi che a Natale sono soli, e non tutti per scelta. Ognuno di loro però “utilizza” questo periodo per fare bilanci, trasformandolo quasi in un’epifania, in un momento di confessione e rinascita. Ripercorrono le proprie vite, vuoi in modo completo vuoi partendo da un episodio specifico inevitabilmente legato alla festività. Un libro che può essere ingannevole nel titolo per chi si aspetta dei racconti permeati di spirito natalizio: non il florilegio di buoni sentimenti che normalmente ci si potrebbe aspettare, bensì un libro che può essere perfino disturbante nel suo mettere in evidenza momenti quasi angosciosi. Ma d’altro canto questo è quello che accade a Natale, e più in generale durante le feste comandate. Gli animi sereni godono di una gioia speciale e gli animi tristi vedono sottolineata la propria tristezza. 

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