NazItalia

Pensare che in Italia non ci sia un rischio fascismo è un grave errore. Eppure a sentire tanti politici da destra a sinistra il fascismo sembra morto e sepolto. L’ex Ministro dell’Interno Marco Minniti, scuola comunista e DNA antifascista ha dichiarato che “Il fascismo in Italia è morto per sempre” e l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ribadito il concetto dicendo che “Non c’è il fascismo e non esiste un rischio fascismo”. Allora come mai ci sono tante amministrazioni che hanno al loro interno membri appartenenti alla destra radicale – dove per radicale si intende quella xenofoba, razzista e nazifascista, non certo quella moderata, democratica e liberale – ? Fenomeni eclatanti come le barricate di Goro per non accogliere i migranti o il Far West razzista di Luca Traini hanno avuto rilevanza sui giornali ma, al di là della strumentalizzazione, non hanno portato le istituzioni e il paese a interrogarsi sulla crescita della xenofobia e del razzismo nella popolazione, prima che nei suoi interlocutori politici. Il quadro è ingarbugliato, aggravato da una situazione economica e sociale difficile, e questo nuovo fascismo, liquido e camaleontico, è pronto ad approfittarne …

Paolo Berizzi, autore di questo NazItalia e penna di punta de “la Repubblica”, analizza il fenomeno neofascista in Italia approfondendo le varie realtà estremiste che giorno dopo giorno sembra facciano passi da gigante verso la conquista del consenso popolare ed elettorale. E proprio il consenso popolare è ciò che interessa di più alle varie formazioni neofasciste di vecchia e nuova costituzione che si diffondono in tutto il paese: provare a uscire cioè da una bolla di semi-clandestinità per proporsi come soluzione nostalgica (ma non troppo) in un tempo di crisi come quello attuale. Berizzi – che da alcune di queste formazioni è stato messo nel mirino tanto da dover vivere sotto scorta – porta avanti un’inchiesta solida e un po’ partigiana, passando in rassegna movimenti e partiti come Casa Pound, Forza Nuova, Comunità Militante dei Dodici Raggi, alcune frange di Lega e Fratelli d’Italia, in un puzzle coerente che trae le sue fonti principali da accurate ricerche giornalistiche e atti processuali. L’elaborato finale è completo e ben articolato, leggermente petulante nel ricordare a ogni pagina che il ritorno dell’autoritarismo di destra in Italia è dietro l’angolo vista la crescita di questi movimenti – crescita poi sconfessata dall’esito delle elezioni del 2018 dove nessuno tra i vari partiti di estrema destra è riuscito a varcare le soglie del Parlamento. Da Nord a Sud Berizzi mostra un quadro in cui nostalgia del Ventennio, calcolo politico, azioni criminali, iniziative culturali e folklore si saldano in un universo diviso ma unito dalla necessità di consenso popolare.

 


 

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