Nel cuore del mare

Nel cuore del mare
Estate 1914. Grace Winter si imbarca sul transatlantico “Empress Alexandra” con un uomo appena sposato e con il desiderio di lasciarsi alle spalle una vita misera e senza  futuro. Dopo il suicidio del padre per problemi finanziari e la conseguente instabilità mentale della madre che sfocerà nella follia, Grace si rifiuta di seguire le orme della sorella e di cercarsi un impiego dignitoso che le permetta di sopravvivere. Anzi, fa di tutto per conoscere un noto e facoltoso uomo d’affari, Henry, lo strappa ad un fidanzamento già organizzato dalla famiglia e riesce, in breve tempo, a sposarlo. Il viaggio che Grace si appresta ad intraprendere dovrà portare i due novelli sposi fino a New York, dove ad attenderli c’è la tanto temuta suocera, che ha mal digerito il matrimonio-lampo del figlio. Poco tempo dopo la partenza, però,  in seguito ad un’improvvisa esplosione a bordo, la nave inizia ad affondare velocemente e il caos si diffonde tra i passeggeri dell’Empress Alexandra che cercano in ogni modo possibile di assicurarsi un posto su una delle scialuppe di salvataggio. Ed è proprio sulla scialuppa 14 che Grace troverà riparo, grazie al marito che riesce – forse corrompendo un marinaio – a far imbarcare la moglie. Sarà solo l’inizio di un calvario lungo ben tre settimane, trascorse su una barca in mezzo al mare, in balia degli elementi naturali e delle passioni e paure umane, che spingeranno persino all’omicidio dell’unico componente dell’equipaggio a bordo della scialuppa, Mr. Hardie, per la cui morte verrà poi accusata e processata anche Grace…
Romanzo d’esordio che è valso alla Rogan la candidatura per il Guardian First Book Prize 2013, Nel cuore del mare – la cui versione originale, The Lifeboat, porta curiosamente lo stesso titolo di un film di Alfred  Hitchcock del 1944 (fonte Wikipedia, ndr) in cui si narrano le vicende di un gruppo di naufraghi che sopravvive per giorni su di una barca di salvataggio nel bel mezzo dell’oceano - è un profondo viaggio nell’animo umano, nelle sue paure e nei suoi istinti primordiali. Il lungo racconto dei giorni trascorsi in mare - scritto sotto forma di memoriale che Grace dovrà presentare in sede processuale - rinnova interrogativi ancora aperti sulla natura umana, sulla capacità di adattamento, sull’istinto di sopravvivenza in condizioni estreme.  L’euforia e il sollievo iniziale di Grace e degli altri trentotto passeggeri della scialuppa 14 lasceranno ben presto il posto allo sconforto ed alla paura, alla fame ed alla sete, non appena sarà chiaro a tutti che i soccorsi non arriveranno così presto come previsto; e forse potrebbero non arrivare affatto. I naufraghi sono costretti a condividere uno spazio esiguo, in cui non c’è più nulla di privato - nemmeno i bisogni fisiologici – in cui non ci sono segreti, in cui non si riesce a dormire se non per poche ore, a turno, sotto delle coperte ormai zuppe di acqua;  in cui l’unica via di scampo per non soccombere alla follia è rinchiudersi nei propri pensieri. Vivere così tira fuori da ognuno di loro quell’istinto animalesco che fa di un uomo un lupo per un altro uomo; che porta a scelte estreme e irrazionali, spesso crudeli. Cosa può spingere un essere umano a lasciare morire in mare un bambino senza alzare un dito per salvarlo; cosa passa per la testa di una persona che si getta volontariamente in acqua per alleggerire il peso della scialuppa e dare una possibilità di salvezza in più ai suoi compagni; qual è il limite tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Se lo chiede spesso Grace, durante i giorni trascorsi in mare, in attesa di un salvataggio che arriva solo quando tutte le speranze sembrano ormai perdute. Scoprendo poi con amarezza che  le scelte che un individuo si trova ad affrontare, non sono poi sempre così chiare e definite, ma spesso “nebulose”, di difficile interpretazione e senza “chiari segnali che indichino la via migliore”.  Lo stile semplice e serrato della Rogan,  che rende il romanzo di agevole e veloce lettura, non ci impedisce  tuttavia di apprezzarne la profondità del tema trattato e l’opera di cesello con la quale vengono caratterizzati i personaggi principali. A parte alcuni infelici aggettivi attribuiti alle uniche due donne italiane a bordo – in grado, a quanto pare, solo di “salmodiare”, gridare e lamentarsi in una lingua incomprensibile – le figure femminili protagoniste risultano essere le più forti. Persino Grace, inizialmente dipinta come una donna ingenua e superficiale, interessata solo al lusso, una “donnicciola” debole e sottomessa, si rivela in realtà coraggiosa e determinata, ed uscirà dall’esperienza del naufragio con una maggiore consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità. Un personaggio, quello di Grace, che non si scopre fino in fondo e che rimane- persino alla fine del romanzo – avvolto dal suo velo di mistero e ambiguità, lasciando il lettore con qualche dubbio in più e alcuni interrogativi irrisolti.

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