Nel nome di Dio

Nel nome di Dio
Roma. Uno spacciatore arabo viene brutalmente torturato e crocifisso: tutto fa pensare ad un regolamento di conti interno all’ambiente del traffico di stupefacenti. Dell’indagine viene incaricato l’ispettore Faddi, un poliziotto duro e disincantato con una situazione familiare disastrosa alle spalle. Ormai da tempo Faddi infatti dorme nella sua Volvo parcheggiata sotto casa e si lava in commissariato: sua moglie Maddalena dopo 13 anni di matrimonio ha detto basta. Troppe litigate, troppe incomprensioni, troppo alcol, troppi silenzi, troppe notti insonni, troppo tempo passato a rincorrere criminali o a interrogare prostitute invece che a letto con lei o assieme a sua figlia Martina. Mentre Faddi indaga sulla crocifissione dello spacciatore, un altro pusher viene trovato fatto a pezzi nel suo appartamento. Il mistero si infittisce: cosa sta succedendo nel sottobosco criminale romano ? Cosa ha in mente l’ambiguo Imam che sta organizzando la Giornata della Concordia presso la Caritas della Stazione Termini ? Perché la Digos sembra volerlo proteggere ? Qual è la missione del diciottenne kosovaro Ilie, arruolato in un campo profughi da un’organizzazione terroristica islamica e spedito a Roma sotto copertura ?
Noir metropolitani crescono. Ad un intreccio implacabile come un congegno meccanico si aggiunge un afflato popolare, proletario: non ci sono menti criminali imperscrutabili o investigatori funambolici all’opera, buoni e cattivi sono tutti poveri cristi pieni di dolori e rimpianti sotto un cielo grigio piombo. Lo sguardo di Camarca è una tomografia assiale computerizzata che scandaglia le strade e inquadra impietoso le metastasi che divorano dall’interno la nostra città. Una Roma multietnica ma niente affatto colorata, anzi livida, incarognita, cattiva. Protagonista memorabile, romanzo eccezionale: Camarca è tornato, siete avvertiti.

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