Nel paese delle donne

Nel paese delle donne
“Concederemo tre mesi alle aziende affinché costruiscano degli asili nido”. Il PIE, Partito dell’Izquierda Erotica (della Sinistra Erotica), ha le idee chiare e non perde tempo in chiacchiere. In pochi mesi rivoluziona l’assetto sociale di Faguas, un immaginario paese del Centro America. Prima il potere era in mano ai corrotti, ai loro loschi traffici e fantasiose depravazioni. C’era stato persino un magistrato che aveva trasformato la casa in una cella frigorifera per allevarci un pinguino di contrabbando. Un’avvenente e valida giornalista, Viviana Sansòn, lo aveva smascherato, dando il via ad un accorato movimento anticorruzione. Poi il vulcano Mitre ci aveva messo del suo, con una fantastica eruzione che doveva aver alterato gli equilibri ormonali della popolazione maschile, causando un improvviso calo del testosterone che rendeva tutti docili e mansueti. Il primo indizio stava nell’immediata diminuzione degli omicidi, specie i femminicidi. Il secondo nell’inaspettata vittoria del PIE, il partito femminile che i politici maschi avevano deriso chiamandolo il “partito delle erotiche”, come se l’erotismo fosse oggetto di vergogna. Ma le donne reagiscono al motto di “Benedico il mio sesso” (“un verso della poetessa nicaraguense Gioconda Belli”, nel testo), iniziano a comparire anche sessi femminili disegnati sui muri, accompagnati spesso da fiori con connotazione sessuale, specialmente orchidee. Con la vittoria del PIE per Faguas inizia una nuova vita. Finalmente i soldi vengono investiti in servizi sociali utili, si riesce anche a guadagnare con le politiche a sostegno dell’ambiente vendendo buoni di carbonio invece di abbattere le foreste. Finalmente donne al lavoro, maschi a casa. Ma l’effetto del vulcano non dura a lungo, non abbastanza, e a pochi mesi dalla sua nomina a Presidentessa (nella versione originale, in spagnolo, il termine è Presidenta, titolo che manca in italiano e viene supplito da una desinenza di sapore dispregiativo o riduttivo), Viviana Sansòn cade vittima di un attentato. Chi è stato e cosa c’è dietro? Un fanatico o un complotto internazionale?
Un altro libro quanto mai puntuale, quello di Gioconda Belli, che da sempre ha unito la scrittura e la passione politica alle uniche due cose - come lei stessa dice - che non ha scelto, ossia il Paese in cui è nata e il sesso. Con accento ironico e un lieve velo canzonatorio verso la piccolezza dei politici arroganti e corrotti, racconta una storia a cavallo tra un recente passato ed un prossimo futuro, tra i primi tentativi di politica attiva da parte delle donne ed i prossimi passi da compiere per una gestione del potere più morale ed equa, a Faguas come nel mondo reale. Non tralascia di far notare alle donne i propri limiti, gli errori, le esasperazioni un po’ ridicole. Il tutto condito da quella morbida e accogliente parlata tipica delle donne del centro america, in grado di raccontare la storia con il senso precario di un enorme fiore profumato.

Leggi l'intervista a Gioconda Belli

 

 

 

 
 
 
 
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