Nel silenzio delle nostre parole

Nel silenzio delle nostre parole

Alice è in Erasmus ma non è che stia studiando tantissimo, frequenta l’università ma la sua mente è distratta dal nuovo sentimento che catalizza tutte le sue energie, l’amore, misto di passione sfrenata e senso di appartenenza. Peccato che di questa bufera di sentimenti non riesca a parlare con la sua famiglia, il padre alla fine la appoggia ma non c’è una reale intimità e con la madre, beh è sempre un conflitto armato. Naima abita nello stesso condominio, la malattia da tempo ormai la tiene su una sedia a rotelle ma lei sopporta, sono anni che convive con quel male. Il suo vero cruccio è il suo unico figlio Bastien, così sfuggente per tutta la vita e ora improvvisamente affettuoso, presente. Il suo animo è lacerato tra il desiderio di recuperare il rapporto col figlio e il timore che in fin dei conti voglia solo ottenere qualcosa. Polina ha partorito da poco il figlio casuale della sua ugualmente casuale relazione con l’impresario con cui lavora. Una vita dedicata alla danza, alla forma fisica, all’allenamento e poi questo. Lui glielo ha proposto, di abortire, ma lei non ha voluto e adesso eccola lì, sola nell’appartamento con quella creatura che le ha tolto tutto, la linea il sonno il futuro. Hulya, dalla strada, la segue con gli occhi, vorrebbe dirle quello che prova, finalmente una sera riesce a varcare il portone del palazzo ma poi le manca il coraggio per bussare alla porta…

Sarebbe bastato un attimo e tutto avrebbe preso una piega diversa. In questo romanzo, liberamente ispirato al terribile rogo che a Londra nel 2017 distrusse un intero palazzo stroncando la vita di 71 persone, c’è tutto il dolore della morte che arriva all’improvviso, senza dare il tempo di aggiustare le cose. Seguiamo la vita di alcuni degli inquilini: una giovane coppia che ha tutto davanti, un futuro da costruire ma già tanti non detti alle spalle; una donna anziana, corrosa dalla preoccupazione per quel figlio problematico con cui da anni non riesce a costruire un dialogo franco; una madre single dai sogni infranti, che non riesce né col figlio né col padre del bambino a stabilire una comunicazione empatica. Storie familiari dolorose, accomunate dall’imminente tragedia ma soprattutto dall’incapacità di genitori e figli di comunicare, comprendersi, costruire relazioni autentiche o, andando oltre, ricostruire quelle guaste. Così quello che in realtà seguiamo è un intreccio di vite bloccate, di comunicazioni interrotte, di pregiudizi, timori, aspettative che inevitabilmente prosciugano i rapporti, ciascuno incastrato in uno schema mentale da cui non riesce più a uscire. Di pagina in pagina la parola, tanto narrata quanto scritta, prende corpo come vera e propria protagonista del romanzo, la parola che può dividere due generazioni o unirle, la parola che può distruggere ma può anche salvare.



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