Nell’oblio

Nell’oblio

Carnival Falls, nordest degli Stati uniti. John Brenner ha ventisette anni, fa l’illustratore, ha un matrimonio fallito alle spalle, una figlia e un passato da alcolista; soprattutto, la sua vita sta cambiando per sempre. Una sera si sveglia sul pavimento del suo salone con un forte dolore al petto e il braccio sinistro intorpidito: si sente come quando, dopo la solita sbornia, si ritrovava in un posto qualsiasi che non era il suo letto. Apre gli occhi e vede una bottiglia di vodka a pochi centimetri da lui; prova ad alzarsi e la seconda cosa che vede è un oggetto che luccica a terra: una pistola, la Ruger P85 che apparteneva a suo padre. Poi gira la testa e vede la cosa che lo sconvolge di più: il corpo di una ragazza. Morta. Qualcuno le ha sparato. Non la conosce, anche se ha qualcosa di familiare; non sa cosa sia successo nelle ultime ore: è confuso, spaventato. Esce da casa di corsa perché ha bisogno di schiarirsi le idee. È sicuro di non aver ucciso quella ragazza. Corre, si allontana da casa e giunge sul ciglio della strada principale: qui vede una Volkswagen, una monovolume fabbricata probabilmente nel 1990. Non c’è nessuno dentro; John apre e nota che l’auto è stata trasformata in una sorta di veicolo da carico, senza i sedili. Al centro, un tavolino con sopra un computer collegato a una telecamera che riprende casa sua. Qualcuno lo sta incastrando? John torna a casa e il cadavere non c’è più. La pistola è stata rimessa a posto e, tornato fuori, non vede più nemmeno la monovolume. Nei giorni successivi John prova a capire cosa possa essere successo: è sicuro di non essere stato vittima di allucinazioni e poi, perché continua a sognare la ragazza morta che gli ripete ossessivamente la frase “Hai dimenticato qualcosa”?

Nel 2005 usciva un gioco che iniziava con un uomo, Lucas Kane, un normale cittadino, che si risveglia dalla trance nei bagni di una tavola calda e scopre di aver appena ucciso un uomo: era Fahrenheit di David Cage, il cui incipit sembra riecheggiare nelle prime pagine di Nell’oblio, thriller psicologico dello scrittore di Buenos Aires Federico Axat. Siamo in una piccola cittadina americana, Carnival Falls (luogo inventato in cui Axat ha ambientato altri suoi romanzi), e John Brenner, uomo da un passato oscuro e doloroso, si sveglia con accanto al cadavere di una donna: un inizio in medias res che apre un intreccio labirintico supportato da un ritmo al fulmicotone che non concede pause e immerge il lettore nel mistero, anche grazie all’utilizzo del punto di vista autodiegetico, concentrato solo ed esclusivamente sull’io narrante. Nell’oblio è un romanzo che si muove costantemente su due piani: quello della realtà e quello del sogno; all’azione, sempre presente, si contrappone l’introspezione psicologica del protagonista, un labirinto da percorrere, un vero e proprio luogo sospeso di cui trovare la chiave. Ne risulta una lettura mai banale: un libro da leggere con calma, di cui cogliere ogni sfumatura, dalla prima all’ultima pagina.



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